Ultimi post
mercoledì 1 aprile 2015
MORTI,LAVORO E DISASTRI AMBIENTALI
Sabato 11 aprile 2015 alle ore 9.30 il comune di Cologno Monzese ospiterà coloro che hanno combattuto per una giustizia che tarda ad arrivare. Dalla Eternit di Casale, alla Thyssen,alla Breda una sola voce per gridare ancora una volta che la ricerca dei colpevoli di determinati disastri ambientali non è terminata. I responsabili vivono liberi, tranquilli si coricano nei loro letti in nome di un sistema e di una parola chiamata profitto che ancora una volta salva i carnefici e condanna le vittime. All'incontro sarà presente la nostra responsabile padernese Aiea ,Lorena Tacco che da sempre si batte sul nostro territorio per la bonifica dell'amianto e che ha creato assieme ad altri cittadini il Comitato Vittime Eureco, altra tragedia dimenticata in cui 4 operai morti e altri feriti non hanno mai avuto giustizia. Morire per aver lavorato, morire in modo atroce non puo' e non deve essere la normalità.
lunedì 30 marzo 2015
VASCHE di LAMINAZIONE: impattanti, pericolose, non risolutive. NO GRAZIE!
Fortemente sensibili al problema
delle esondazioni del Seveso che vede, i concittadini milanesi (e non solo)
ogni anno, subire danni consistenti e traumatici, desideriamo e auspichiamo che
vengano attuate soluzioni definitive, funzionali e lungimiranti, che non
peggiorino la situazione esistente non solo per i milanesi stessi, ma anche per
gli abitanti dei comuni limitrofi.
La decisione a livello politico e
tecnico è stata presa e presto inizieranno i lavori di realizzazione delle
vasche di laminazione, ma il rischio che la soluzione non risolva il
problema delle esondazioni e diventi un
problema futuro per le popolazioni ed i territori coinvolti da questi progetti
è elevato.
Invece di prendere decisioni
sull'onda dell'emergenza, come spesso succede in Italia, si dovrebbe lavorare
con una prospettiva a lungo termine e con uno sguardo d'insieme.
Le “vasche” sono
soluzioni vecchie e obsolete perché
producono effetti collaterali sul territorio
e, come dichiarato dagli stessi fautori, non completamente risolutivi (nel sito
di Regione Lombardia è chiaramente indicato che, anche in presenza di vasche, 6
esondazioni su 17 degli ultimi anni non sarebbero state evitate), mentre il
problema può essere affrontato con
soluzioni alternative.
In realtà
l'obiettivo è quello di ridurre la velocità con cui l'acqua affluisce a valle
perché l'eccesso di quantità dove il fiume intubato crea l'esondazione con
incalcolabili danni.
Dunque più che
ragionare su quello che fa l'acqua a valle si dovrebbe ragionare sul come fare
per rallentarne il flusso a monte. Un territorio esageratamente cementificato,
impedisce l'assorbimento naturale e ingigantisce l'accumulo di quantità d'acqua
nelle fognature e di conseguenza nel fiume.
L'introduzione di
vasche di laminazione previste nei comuni di Lentate sul Seveso, Varedo, Senago
e Paderno Dugnano, con un'aggiunta di un'altra nel Parco Nord a Milano,
chiaramente diminuirà la portata nel fiume, ma l'impatto sarà devastante, in un
ambiente già particolarmente compromesso. L'insediamento delle vasche è
previsto in aree agricole con dimensioni di circa 40 campi di calcio e con una
profondità di circa 30 metri e raccoglierà l'acqua del Seveso fortemente
inquinata.
I liquami e le
scorie inquinate rimarranno sul fondo e l'eventuale asportazione, la pulizia
e la manutenzione saranno problematiche
e costose (con Comuni in gravi difficoltà economiche).
La falda acquifera,
che sta crescendo di livello ogni anno, allagherà l'invaso realizzando uno
stagno putrido e maleodorante e che comporterà un grande cambiamento
dell'ecosistema della zona.
C'è il rischio che
le soluzioni di oggi diventino seri problemi domani se non si ha uno sguardo complessivo d'insieme, con la
possibilità, in così grandi opere, di corruzione e infiltrazioni mafiose.
Nel progetto delle vasche, emergono lacune notevoli, con punte
di pressappochismo davvero preoccupanti.
Le acque del Seveso sono
considerate di pessima qualità e classificate come molto inquinate.
Basta andare a pagina 5 della Relazione Istruttoria della Procedura di Valutazione Impatto
Ambientale (VIA) dove si legge che: “Le portate scaricate o
scaricabili dal CSNO (canale scolmatore) costituiscono una minaccia nei
confronti della qualità delle acque del Ticino”.
Ma allora, se quell’acqua è inquinata per il Ticino perché non
lo è per le vasche?
Da qui si passa a un altro grande problema: le vasche si situano sopra una falda acquifera.
Il progetto preliminare prevede che la vasca raggiunga una
profondità tale che gli ultimi metri sarebbero all’interno della falda stessa,
col risultato che l’acqua di falda verrebbe a contatto con l’acqua del Seveso
ospitata nelle vasche.
Per ovviare a questo problema il progetto prevede che la vasca
sia completamente impermeabilizzata e, con un sistema di canne, sfruttando la
bassa pressione idrostatica, si faccia risalire
acqua pulita di falda nella vasca ma impedisca all’acqua inquinata del di
penetrare nella falda.
Il rischio è enorme nonostante pensino di ridurre la profondità
della vasca stessa, riducendo il volume di laminazione da 970.000 metri cubi a
820.000 metri cubi.
La scelta di scavare un paio di metri in meno è una soluzione
temporanea, perché la falda è in lenta e costante risalita fin dagli anni
novanta, e a tutt’oggi non mostra alcuna intenzione di fermarsi.
Nel mese di dicembre, del resto, fu lo stesso ingegner Paoletti
(colui che ha materialmente progettato le vasche) ad affermare a mezza bocca: “È
meglio non andare a collidere direttamente con la falda”,
considerandolo come una questione non ancora risolta e non facilmente
risolvibile.
Ma non era tutto sicuro? Se davvero bastava scavare meno, perché
tutte queste preoccupazioni?
Evidenti sono le innumerevoli contraddizioni e incongruenze
emerse su specifici argomenti:
-
il mutamento dell'ecosistema (es.
aumento delle zanzare., topi, ecc..)
-
impermeabilizzazione critica,
insufficiente e costosa
-
inquinamento costante
-
manutenzione costosa e incerta
Un ultimo elemento per far capire l'assurdità di questo
costosissimo e inutile progetto lo abbiamo dai dati dell’esondazione del luglio
2014, quella che colpì un po’ tutti i paesi lungo il corso del Seveso e che
determinò addirittura l’allargamento di una parte della Saronno-Monza che
pareva più un fiume che una strada, ebbene si calcolò che la portata di piena
del Seveso fosse di oltre 10 milioni di metri cubi, un volume ben al di sopra
della previsione più pessimistica del progetto vasche di laminazione che si
intendono realizzare a Lentate, Varedo, Senago e Paderno Dugnano valutate per
4,4 milioni di metri cubi d'acqua.
Solo questo basterebbe a dimostrare l'inutilità di un così ampio
scempio del territorio!
Le soluzioni si devono basare, non sulle grandi opere invasive, impattanti,
molto costose col rischio di non essere risolutive, ma sui piccoli e numerosi
interventi distribuiti in ogni Comune per ridurre il rischio alla fonte ed
essere più efficaci:
-
evitare quindi il flusso e la
concentrazione di acqua
-
ridurre la velocità della stessa
-
ripulitura dei tratti intubati ed
eventuale allargamento
-
riassetto del Canale Scolmatore
di Nord Ovest (CSNO)
-
separazione delle acque bianche
dalle biologiche
-
raccolta e riutilizzo delle acque
piovane nei singoli comuni dell'alveo del fiume
-
bonifica puntuale e radicale del
fiume Seveso con depuratori distribuiti
-
pulizia dell'alveo del fiume e
rallentamento delle portate
-
ampliamento delle reti fognarie
La Convenzione
Europea e le leggi europee dicono che non si possono fare opere pubbliche senza
la partecipazione della cittadinanza. In Italia non avviene, quasi mai!
Riprendiamoci il
nostro ruolo e facciamo valere le nostre ragioni, salvaguardiamo il nostro
territorio e la nostra salute!
Con forza e determinazione facciamo sentire la nostra voce:
NON REALIZZATE LE VASCHE DI LAMINAZIONE !
Partito
della Rifondazione Comunista - “Circolo Antonio
Casaletti” Paderno Dugnano
martedì 24 marzo 2015
Netanyahu vince le elezioni promettendo di impedire la creazione di uno Stato palestinese. Israele, da sempre, non vuole la pace!
“Dobbiamo
usare il terrore, l’assassinio, l’intimidazione, la confisca delle loro terre. C’è
bisogno di una reazione brutale. Se accusiamo una famiglia, dobbiamo straziarli
senza pietà, donne e bambini inclusi. Durante l’operazione non c’è bisogno di
distinguere fra colpevoli e innocenti.
Dobbiamo
ripulire la Galilea dalla sua popolazione araba”: non sono le parole di un
feroce nazista ma di Ben Gurjon il fondatore dello stato di Israele scritte nei
primi anni del secolo scorso, 30 anni
prima della Shoah.
Da allora si
è perpetrata in Palestina una sistematica pulizia etnica con migliaia di
vittime, case distrutte, occupazione di terreni altrui, violenze e prepotenze
quotidiane subite dalla popolazione araba sotto gli occhi indifferenti di tutto
il mondo, rimasto indifferente e silente.
Oggi in
Israele viene riconfermato al governo del paese: Benjamin Netanyahu leader del partito
di estrema destra Likud. Ha vinto
dicendo agli israeliani che non permetterà mai che nasca uno Stato palestinese
e che continuerà a costruire nuove colonie e insediamenti in Cisgiordania,
rubando ancora le terre dei palestinesi.
A questo
punto nessuno può più permettersi di rimanere indifferente!
Siamo di
fronte ad uno stato razzista e fascista, che occupa illegalmente il territorio
di un altro popolo.
La striscia
di Gaza (unico sbocco al mare dei territori palestinesi dove vivono 2,5 milioni
di palestinesi), a tutti gli effetti, è un “lagher a cielo aperto” perché
Israele assedia l’area impedendo militarmente ogni contatto con il mondo
esterno, sia via terra che via mare.
Nel
porticciolo di Gaza non si può attraccare provenendo da acque internazionali,
le miglia marine rese disponibili ai pescatori palestinesi sono meno della metà
di quelle previste dalle leggi internazionali e ogni tentativo dei pescatori
palestinesi di superarle viene attaccato militarmente e sanguinosamente dalla
marina israeliana. Dall’altra parte è circondata da un muro alto 8 mt. che gli
israeliani hanno costruito per 700 km intorno ai territori palestinesi con la
scusa di proteggersi dai “terroristi”. Anche questo muro è stata l’ennesima
occasione per rubare terre ai palestinesi, inoltre i contadini arabi che hanno
i loro campi adiacenti al muro non possono coltivarli perché vengono presi di
mira dai cecchini israeliani che sparano loro contro, impedendogli così di
poter sopravvivere.
Il mondo
occidentale chiama le vittime arabe “terroristi” e i terroristi occupanti
“vittime”, se pur sia doveroso condannare ogni forma di violenza, si deve invece affermare che il popolo
palestinese sta combattendo una “Resistenza” contro l’oppressione e l’occupazione
dello stato israeliano.
Uno stato che
con le elezioni di qualche giorno fa ha scelto come premier proprio il massimo
rappresentante della destra sionista fanatica ed estremista.
Con queste
elezioni il popolo israeliano ha gettato la maschera: Israele non vuole uno
Stato palestinese e quindi NON VUOLE LA PACE!
Il prossimo
25 Aprile, sarà per noi l’occasione di festeggiare l’anniversario della nostra
liberazione dal nazi-fascismo: responsabile della seconda guerra mondiale,
degli stermini politici e razziali e della Shoah. Perché il ricordo delle
vittime sia da monito a tutti è fondamentale che situazioni del genere, in qualsiasi
forma, luogo e dimensione, non accadano mai più!
Per questo
auspichiamo una reazione di tutto il mondo civile, in spirito di pace, contro
ogni terrorismo sia quello di gruppi fanatici che quello messo in atto con le
guerre da parte di stati prepotenti che con la scusa di “guerre sante” o “esportazione
della democrazia” provocano terrore e morte indiscriminata.
In occasione del 70° Anniversario della nostra
liberazione invochiamo iniziative e proposte che concretamente ed efficacemente
portino alla creazione di uno Stato palestinese libero ed indipendente, magari
sotto l’egida dell’ONU, ricordando che, nonostante i veti, i filtri e le
mitigazioni degli Usa, dal dopoguerra ha condannato in decine e decine di
risoluzioni !
2008 Operazione piombo fuso su Gaza - bombe al fosforo bianco
Il muro della vergogna
lunedì 23 marzo 2015
LE AMNESIE DI ALPARONE
L'editoriale del sindaco sull'ultima Calderina, sottolinea ancora una
volta che le famiglie del territorio padernese verranno esentate dal pagamento
della Tasi, omettendo volutamente che l'IRPEF, dallo scorso anno, è già passata
dal 4 all'8 per mille.
Così, come sempre, a pagare sono i soliti lavoratori dipendenti.
Si ripete il continuo attacco alle classi piu' deboli mentre i piu'
forti vengono ancora una volta tutelati.
In un territorio vasto come quello di Paderno Dugnano i suoi quasi
49.000 abitanti poco conoscono di cio' che avviene all'interno del Palazzo e
con "La Calderina" hanno solo una informazione di parte.
Si attacca in continuazione il governo, per politiche di tagli e di
tasse, cosa anche vera, però si dimentica il disastro provocato dai governi di
destra (come se gli ultimi non avessero la stessa impronta)
Comunque una bella rinfrescata in materia potrebbe esser d'aiuto all'attuale
amnesia della nostra Amministrazione: "i quattro governi Berlusconi le
mani nelle tasche degli italiani le hanno messe eccome!”
Per cominciare, nel 2011 la finanziaria approvata dal quarto governo
Berlusconi prevedeva uno dei più grossi aumenti di tasse mai verificatisi nella
storia della Repubblica, con il reperimento di ben 40 miliardi di euro in tre
anni.
Le politiche programmate dal quarto esecutivo guidato da Berlusconi hanno
avuto riflessi e conseguenze anche sugli altri governi che si sono succeduti
(come l’aumento dell’Iva) e che hanno poi continuato le medesime politiche di
destra.
Bisogna altresì ricordare che nel corso delle precedenti legislature,
secondo i dati Istat e quelli forniti dalla Banca d’Italia, il primo governo
Berlusconi (1994-1996) fece aumentare la pressione fiscale dal 40,6% al 41,4%
del PIL, mentre con il secondo e terzo governo da lui guidato (2001-2006) passò
dal 40,5% al 41,7%.
Avere una informazione corretta può servire a farci riflettere e
meditare , forse non ci evita di continuare a pagare ma ci potrebbe aiutare a
non commettere gli stessi errori e da UN’ALTRA parte guardare!
mercoledì 18 marzo 2015
STOP TTIP -PADERNO DUGNANO
"Si chiama Transatlantic Trade Investment Partnership (TTIP),
Accordi commerciali vincolanti voluti dalle Multinazionali per eliminare tutte le barriere “non tariffarie” che rendono costosi gli investimenti: normative di tutela del lavoro, di standard agricolo e alimentare, di salvaguardia ambientale, di tutela dei servizi pubblici d’interesse generale.
Se dovesse entrare in vigore, i privilegi delle multinazionali avrebbero forza di legge e legherebbero completamente le mani dei governanti che saranno chiamati a giudizio se si trovano a pregiudicare i profitti delle stesse."
Interessante e partecipatissimo incontro quello voluto dal Comitato TTIP padernese, costituitosi circa un mese fa proprio a Paderno Dugnano(Mi) nell'auditorium della biblioteca Tilane. All'entrata un banchetto ricco di pieghevoli informativi, hanno suscitato subito interesse nei cittadini che hanno gremito l'aula. Vittorio Agnoletto e Monica Frassoni via skype hanno poi spiegato e dato il via al dibattito che ha portato la serata al termine.
Notevole l'apporto di Vittorio Agnoletto che ha rilevato altre argomentazioni di estrema importanza toccate proprio da questo trattato quali la sanità, privatizzazione dell'acqua, ogm e la situazione sulla ricchezza mondiale. Dati passati un po' troppo sotto silenzio in cui avanza anno dopo anno una fortissima disuguaglianza sociale, dove il potere e la ricchezza in mano a pochi gestiscono una popolazione destinata alla pura sopravvivenza.
Dall'incontro traspare la voglia di maggiori informazioni da parte della cittadinanza particolarmente sensibile alla tematica . Numerose sono le associazioni che hanno aderito a STOP al TTIP ed attualmente in crescita.Abbiamo bisogno di tutti per salvaguardare cio' che ci ha consentito sino a questo momento di avere un minimo di controllo sullo strapotere del profitto che avanza in modo inesorabile.
Accordi commerciali vincolanti voluti dalle Multinazionali per eliminare tutte le barriere “non tariffarie” che rendono costosi gli investimenti: normative di tutela del lavoro, di standard agricolo e alimentare, di salvaguardia ambientale, di tutela dei servizi pubblici d’interesse generale.
Se dovesse entrare in vigore, i privilegi delle multinazionali avrebbero forza di legge e legherebbero completamente le mani dei governanti che saranno chiamati a giudizio se si trovano a pregiudicare i profitti delle stesse."
Interessante e partecipatissimo incontro quello voluto dal Comitato TTIP padernese, costituitosi circa un mese fa proprio a Paderno Dugnano(Mi) nell'auditorium della biblioteca Tilane. All'entrata un banchetto ricco di pieghevoli informativi, hanno suscitato subito interesse nei cittadini che hanno gremito l'aula. Vittorio Agnoletto e Monica Frassoni via skype hanno poi spiegato e dato il via al dibattito che ha portato la serata al termine.
Notevole l'apporto di Vittorio Agnoletto che ha rilevato altre argomentazioni di estrema importanza toccate proprio da questo trattato quali la sanità, privatizzazione dell'acqua, ogm e la situazione sulla ricchezza mondiale. Dati passati un po' troppo sotto silenzio in cui avanza anno dopo anno una fortissima disuguaglianza sociale, dove il potere e la ricchezza in mano a pochi gestiscono una popolazione destinata alla pura sopravvivenza.
Dall'incontro traspare la voglia di maggiori informazioni da parte della cittadinanza particolarmente sensibile alla tematica . Numerose sono le associazioni che hanno aderito a STOP al TTIP ed attualmente in crescita.Abbiamo bisogno di tutti per salvaguardare cio' che ci ha consentito sino a questo momento di avere un minimo di controllo sullo strapotere del profitto che avanza in modo inesorabile.
domenica 15 marzo 2015
Indimenticabile Rachel
"Rachel Corrie, 23 anni, attivista statunitense
dell'International Solidarity Movement, è stata assassinata il 16 marzo
2003, schiacciata da una ruspa israeliana. Rachel tentava di evitare che
la ruspa demolisse l'abitazione di un medico palestinese nella Striscia
di Gaza.
Con una decisione sconcertante la Corte di Haifa il 28 agosto 2012 ha respinto, dopo un giudizio durato circa 7 anni, la richiesta di risarcimento danni avanzata dai genitori di Rachel Corrie nei confronti dello Stato d’Israele, sostenendo che la morte di Rachel è stata un “deplorevole incidente”, il conducente del mezzo (un militare) è stato ritenuto non responsabile della sua morte, posto che Rachel, che insieme ad altri manifestanti si opponeva con il proprio corpo all’avanzata del bulldozer, avrebbe dovuto tenersi a distanza di sicurezza mentre il soldato non poteva vederla. Il Giudice ha sostenuto inoltre che lo Stato d’Israele non è responsabile dei danni poiché il Bulldozer Caterpillar D9 che schiacciò Rachel era “impegnato in un combattimento”.
A quasi un anno dall’appello, presentato lo scorso 21 maggio, anche l’Alta Corte ha detto no. Con la sentenza emessa il 12 febbraio di quest'anno, anche la Corte Suprema invoca la giustificazione usata dai precedenti tribunali: “l’eccezione delle attività di combattimento”, ovvero l’esercito israeliano non può essere ritenuto responsabile per azioni avvenute in una zona di guerra.
Questa sentenza dimostra ancora una volta quanto profondamente tutte le istituzioni di Israele sono complici nell’impunità di cui godono i militari israeliani. La Corte Suprema ignora gli argomenti di diritto internazionale in materia di protezione di civili e difensori dei diritti umani nei conflitti armati."Questo breve sunto sul chi era Rachel Corrie estrapolato da un evento in rete vedrà l'attivarsi di una presidio in data 16 marzo 2015 davanti a Palazzo Marino- Milano per ricordarne non solo la figura, ma il sacrificio a cui vanno incontro parecchi volontari dei diritti.umani. Diritti umani calpestati in ogni modo da chi continua ormai da anni a non voler ammettere i propri crimini spalleggiato da alleati democratici. Il sacrificio di Rachel, come quello di altri attivisti, non deve passare inosservato, ci sono giovani pronti ad aiutare ,pronti a stare accanto a popolazioni devastate da anni di guerriglia, dove la semplice ricerca del pane quotidiano rappresenta scogli invalicabili.Lo Stato di Israele ha ancora una volta cercato giustificazioni nell'ingiustificabile: una ragazza che si pone davanti a un bulldozer è in zona di guerra.Pararsi con il proprio corpo davanti a un bulldozer è come "combattere", puo' essere ,ma è pur sempre una guerra impari, visto che le armi di Rachel erano rappresentate dal proprio corpo.Oggi dopo 12 anni non dimentichiamo e riportiamo proprio il pensiero di Rachel tratto dal suo diario; "Ho fatto un sogno in cui cadevo, cadevo verso la morte,da una roccia liscia e friabile come i precipizi di Utah, ma mi tenevo e quando ogni pezzo di roccia a cui mi tenevo crollava mi aggrappavo ad un altro. Non avevo il tempo di pensare a niente,solo di reagire,come se fossi in un videogame di adrenalina. E sentivo di non poter morire, non poter morire piu' volte nella mia testa". La sezione padernese Casaletti ha dedicato una parte del murales interno proprio a Rachel per non dimenticare mai questa giovane e coraggiosa donna.
Con una decisione sconcertante la Corte di Haifa il 28 agosto 2012 ha respinto, dopo un giudizio durato circa 7 anni, la richiesta di risarcimento danni avanzata dai genitori di Rachel Corrie nei confronti dello Stato d’Israele, sostenendo che la morte di Rachel è stata un “deplorevole incidente”, il conducente del mezzo (un militare) è stato ritenuto non responsabile della sua morte, posto che Rachel, che insieme ad altri manifestanti si opponeva con il proprio corpo all’avanzata del bulldozer, avrebbe dovuto tenersi a distanza di sicurezza mentre il soldato non poteva vederla. Il Giudice ha sostenuto inoltre che lo Stato d’Israele non è responsabile dei danni poiché il Bulldozer Caterpillar D9 che schiacciò Rachel era “impegnato in un combattimento”.
A quasi un anno dall’appello, presentato lo scorso 21 maggio, anche l’Alta Corte ha detto no. Con la sentenza emessa il 12 febbraio di quest'anno, anche la Corte Suprema invoca la giustificazione usata dai precedenti tribunali: “l’eccezione delle attività di combattimento”, ovvero l’esercito israeliano non può essere ritenuto responsabile per azioni avvenute in una zona di guerra.
Questa sentenza dimostra ancora una volta quanto profondamente tutte le istituzioni di Israele sono complici nell’impunità di cui godono i militari israeliani. La Corte Suprema ignora gli argomenti di diritto internazionale in materia di protezione di civili e difensori dei diritti umani nei conflitti armati."Questo breve sunto sul chi era Rachel Corrie estrapolato da un evento in rete vedrà l'attivarsi di una presidio in data 16 marzo 2015 davanti a Palazzo Marino- Milano per ricordarne non solo la figura, ma il sacrificio a cui vanno incontro parecchi volontari dei diritti.umani. Diritti umani calpestati in ogni modo da chi continua ormai da anni a non voler ammettere i propri crimini spalleggiato da alleati democratici. Il sacrificio di Rachel, come quello di altri attivisti, non deve passare inosservato, ci sono giovani pronti ad aiutare ,pronti a stare accanto a popolazioni devastate da anni di guerriglia, dove la semplice ricerca del pane quotidiano rappresenta scogli invalicabili.Lo Stato di Israele ha ancora una volta cercato giustificazioni nell'ingiustificabile: una ragazza che si pone davanti a un bulldozer è in zona di guerra.Pararsi con il proprio corpo davanti a un bulldozer è come "combattere", puo' essere ,ma è pur sempre una guerra impari, visto che le armi di Rachel erano rappresentate dal proprio corpo.Oggi dopo 12 anni non dimentichiamo e riportiamo proprio il pensiero di Rachel tratto dal suo diario; "Ho fatto un sogno in cui cadevo, cadevo verso la morte,da una roccia liscia e friabile come i precipizi di Utah, ma mi tenevo e quando ogni pezzo di roccia a cui mi tenevo crollava mi aggrappavo ad un altro. Non avevo il tempo di pensare a niente,solo di reagire,come se fossi in un videogame di adrenalina. E sentivo di non poter morire, non poter morire piu' volte nella mia testa". La sezione padernese Casaletti ha dedicato una parte del murales interno proprio a Rachel per non dimenticare mai questa giovane e coraggiosa donna.
Paolo Ferrero ad “Avgi” : Sosteniamo il governo di SYRIZA e rovesciamo i governi neoliberisti
Intervista di Argiris Panagopoulos a Paolo Ferrero -
Sostenere il governo greco e rovesciare gli equilibri in Italia dice dalle pagine di “Avgi” il segretario di Rifondazione Comunista Paolo Ferrero che si incontrerà oggi ad Atene con i presidenti e i segretari dei partiti della Sinistra Europea e che insieme esamineranno i modi per sostenere la battaglia iniziata dal governo greco contro l’austerità neoliberista in Europa.
Come vede dall’Italia la situazione che si è creata in Grecia?
Le informazioni che avremo da SYRIZA saranno molto importanti per tutti noi, perché qualsiasi decisione dipenderà dalla politica attuata da SYRIZA, che si trova in prima linea nella nostra lotta comune per un rovesciamento completo [del neoliberismo] in Europa.
>Il governo di SYRIZA sta facendo tutto il possibile per costruire un margine di manovra di fronte ai ricatti dell’Unione Europea per creare le migliori condizioni di manovra all’interno del paese ed attuare il suo programma. Siamo pienamente consapevoli dello scontro in corso e credo che il governo voglia applicare il suo programma e portare la Grecia fuori dalla politiche disastrose dell’austerità. La sfida è enorme e il popolo greco non deve restare solo. Dobbiamo intensificare la battaglia in tutta Europa per appoggiarlo. Dobbiamo dare battaglia contro l’austerità su due livelli, appoggiando cioè gli sforzi del governo greco e sostenerli a livello internazionale. Deve essere chiaro a tutti noi che se il governo greco non riesce, non riusciremo neanche noi in Italia. Il nostro futuro dipende dalla Grecia e per questo dobbiamo sostenerla con tutte le nostre forze. Il più grande sindacato italiano, la CGIL, ha sottolineato in particolare l’importanza che assume l’appoggio al governo greco per la difesa dei diritti anche dei lavoratori italiani.
In Italia abbiamo visto un grande movimento a sostegno del governo greco con un grande corteo e manifestazione, decine se non centinaia di iniziative aperte e assemblee chiuse di attivisti…C’è una grande sensibilità da parte del mondo democratico per tutto ciò che sta succedendo in Grecia e noi cerchiamo di coltivare questo clima e la solidarietà. Infatti si sono fatte tantissime iniziative in tutta Italia, che non solo rappresentano una grande occasione alla partecipazione attiva della gente, ma anche un’opportunità per confrontarci con i dominanti mezzi di informazione che sono schierati contro il governo greco. I grandi mezzi di informazione italiani cercano infatti di contrapporre la politica del governo di SYRIZA agli interessi dei cittadini italiani. In questo senso abbiamo fatto un lavoro molto buono per spiegare che le proposte del governo di SYRIZA riguardano soprattutto l’Italia che, come la Grecia, ha un enorme debito.
È importante che in queste iniziative partecipino i sindacati italiani, come la CGIL e la FIOM, molte organizzazioni di volontariato e di solidarietà sociale, associazioni, personalità e intellettuali. Il 28 marzo ci sarà una grande manifestazione della FIOM a Roma e noi possiamo proporre di far partecipare un rappresentante di SYRIZA. Si deve sottolineare il carattere comune della nostra lotta. Dobbiamo costruire una solidarietà multiforme con il governo e il popolo greco. La Germania cerca di soffocare il governo greco, noi dobbiamo offrirgli ossigeno.
I mezzi di informazione italiani sono arrivati a falsificare le dichiarazioni del ministro delle Finanze per alimentare le fobie contro il governo greco…
Il neoliberismo e il populismo stanno sferrando un attacco globale al governo greco, come dimostra il fatto che neoliberisti, nazionalisti, razzisti, populisti e ogni sorta di reazionari e moderati attaccano continuamente il governo greco per sostenere in sostanza l’austerità in Italia. L’informazione si è trasformata in disinformazione e dalla Lega del Nord fino a Grillo e la destra, l’estrema destra e i mezzi di informazione filo governativi attaccano il governo di SYRIZA, Tsipras e Varoudakis- Hanno superato ogni limite dal momento della vittoria di SYRIZA nelle elezioni, insistendo che l’austerità è l’unica strada e affermando che nessuno può fare niente perché deve andare nell’Eurogruppo ed è costretto ad accettare la politica dominante. Niente meno arrivano anche ad incolpare SYRIZA per tutto quello che accade in Europa.
La solidarietà al governo di SYRIZA e il popolo greco sembra offrire una occasione per un tentativo unitario del mondo democratico, progressista e di sinistra in Italia…
La solidarietà a SYRIZA ci ha aiutato a costruire la più grande unità vista fino ad oggi nella sinistra italiana. Dall’ala sinistra del Partito Democratico fino ai centri sociali e i movimenti. Ora noi dobbiamo fare due cose, la più ampia campagna di sostegno al governo greco con caratteristiche più aperte e con la partecipazione della gente che non si riconosce nella sinistra o che non crede che una squadra di tecnocrati possa tenere in ostaggio un intero popolo. Il secondo elemento è dettato dalla politica unitaria di SYRIZA, che ci offre un stimolo per andare avanti nei prossimi mesi e costruire un nuovo soggetto sociale e politico unitario della sinistra e dei democratici. Dobbiamo costruire un punto di riferimento comune. Naturalmente questo nuovo soggetto non può essere la sommatoria delle forze politiche già esistenti. Deve essere qualcosa di completamente nuovo, aperto alla più ampia partecipazione della gente, dei movimenti, associazioni, attivisti e militanti, persone senza partito, un tentativo insomma di costruire la sinistra dal basso. Non vogliamo creare una federazione o confederazione di partiti politici o di gruppi della sinistra ma una vera unità come condizione necessaria per allargare i nostri spazi. Vogliamo nuova gente, vogliamo una nuova sinistra.
Questo nuovo soggetto politico che tipo di alleanze cercherà di fare?
Deve essere un soggetto politico autonomo della sinistra anti-liberista che rappresenti una forte proposta di governo. Dobbiamo presentare una proposta alternativa al Partito Democratico che gestisce il neoliberismo imponendo le controriforme strutturali e l’austerità e colpisce le istituzioni democratiche e la Costituzione. La prossima vittima del governo Renzi sarà l’istruzione pubblica, perchè in questo momento si sta discutendo il finanziamento della scuola privata.
Nostro obbiettivo è quello di creare una proposta alternativa e non un surrogato del Partito Democratico per governare il nostro paese, come ha fatto SYRIZA e come vuole fare Podemos. “E’ arrivato il momento della sinistra”, abbiamo gridato tutti insieme pochi giorni fa ad Atene e dobbiamo farlo in pratica ancora in Spagna, in Irlanda, in Italia e in tutta l’Europa.
sabato 14 marzo 2015
Iscriviti a:
Post (Atom)




.jpg)
.jpg)






