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giovedì 1 marzo 2018

MORIRE DI FREDDO

Qualche giorno fa un uomo di 47 anni senza fissa dimora è morto di freddo, si chiamava Massimiliano e come ultimo domicilio risultava essere di Paderno Dugnano.
Il freddo come ogni anno arriva pungente ed è il popolo di clochard che vive e staziona nella grande metropoli milanese a farne le spese. Numerose sono le associazioni che cercano di offrire un riparo ,del cibo caldo e  delle coperte , come se con l'arrivo
 freddo ci si accorgesse di queste persone che per il resto dell'anno appaiono invisibili.
Alessandro Lanzani che la sera di Natale ci ha raccontato di loro, andando  a trovarne alcuni  ,attraverso una semplice diretta via facebook , ha postato sul suo profilo una riflessione , che riportiamo molto volentieri.
"se vai a chiedere a un senzacasa di andare al caldo quando fa freddo, 9 volte su 10 il senza tetto ti risponde no grazie ; la dignità persa non si recupera una notte all'anno.
E la coscienza non si recupera con l'assistenza di emergenza ma con politiche strutturali di inclusione."





martedì 27 febbraio 2018

LAURA BASSANETTI CANDIDATA DI POTERE AL POPOLO DI PADERNO D.



Tante donne animano la lista di Potere al Popolo, donne che lottano e non si arrendono.
Laura Bassanetti di Paderno Dugnano (Mi) è il nostro punto di riferimento come candidata all'uninominale per Potere al Popolo.
Una giovane madre, lavoratrice in un call center che coordina anche il Comitato per la Scuola Pubblica di Paderno Dugnano.
Una persona che si batte per una scuola che sia di tutti e per tutti.
Votatela!


POTERE AL POPOLO E' DONNA!
Le candidature di Potere al Popolo  si sono chiuse con 32 capilista donne e 31 uomini, indicate dalle assemblee territoriali.
La legge prevedeva di avere almeno un 40% di capilista donne.
Noi abbiamo fatto più del 50%.

La nostra portavoce è donna, una ricercatrice precaria, una compagna di mille lotte, Viola Carofalo
Abbiamo fatto quello che dovrebbe essere normale, visto che le società sono composte per metà di donne, anche se i posti di potere, di visibilità, sono occupati quasi sempre da uomini.
Quando diciamo che le donne e i giovani sono i protagonisti di questo nuovo percorso non è perché abbiamo messo qualche marionetta in vetrina, come troppo spesso accade negli altri partiti, che agitano queste questioni per puro marketing...
Ma perché donne e giovani sono quelli che hanno aperto questo nuovo processo e che lo stanno portando avanti. D'altronde sono quelli che in questi anni hanno subito di più gli effetti della crisi, e quelli che sono tradizionalmente esclusi dalla politica "ufficiale".
Non sappiamo quale risultato avremo il 4 marzo, ma già da ora stiamo determinando il Cambiamento! 

Il 4 Marzo votiamo Potere al Popolo!


PREPOTENZA E ARROGANZA DURANTE L'ULTIMO SCIOPERO DELLE INSEGNANTI

Dal Comitato per la Scuola Pubblica di Paderno Dugnano il comunicato sullo sciopero delle insegnanti di venerdi' 23 febbraio 2018

E'sempre più difficile sostenere che l'Italia sia uno stato libero. Dovrebbe essere normale, nel 2018, in Europa, lavorare, autodeterminarsi, istruirsi, manifestare il proprio pensiero e scioperare ma così non e', il governo del nostro paese viene chiamato democrazia ma e'tutt'altro.
A Roma, nel corso dello sciopero della scuola di venerdì in cui un migliaio di maestre contro la sentenza che manderebbe a casa 60.000 precari dell'istruzione attraversavano la città, abbiamo assistito a una delle tante manifestazioni di prevaricazione, prepotenza e arroganza delle forze dell'ordine e dei rappresentanti del potere che (mentre incarcerano gli antifascisti e lasciano le piazze a Casapound in barba alla Costituzione) hanno sfogato la loro forza senza ragione sulle insegnanti vittime del precariato.

Fin da subito nel corso della manifestazione alcune delle organizzazioni sindacali hanno cercato di disinnescare l'autodeterminazione di chi dopo anni di false promesse non si sente rappresentato da nessuno.
Così, successivamente ad un blocco dei binari del tram lungo Viale Trastevere, le maestre hanno conteso la testa del corteo agli iscritti di alcune sigle sindacali, ponendosi come obiettivo l'arrivo al Parlamento, scandendo slogan di lotta e indicando senza timore i responsabili politici della prospettiva di precarietà imposta alle proprie vite.
Gli spezzoni hanno gridato, senza ipocrisie, libertà per gli antifascisti detenuti, ignorando il vuoto e retorico comizio delle sigle provando in ogni modo a raggiungere Montecitorio.
La polizia ha risposto schierando blindati e uomini ad ogni via di accesso, molti insegnanti sono stati fermati violentemente dalla polizia che non ha esitato a prendere a calci le maestre. In un contesto elettorale in cui tutte le forze politiche stanno ignorando il licenziamento di 60mila persone, forse troppo impegnate nei propri teatrini elettorali e a non confrontarsi con i problemi reali del paese, oggi un grido di dignità e di rabbia si è alzato nelle strade di Roma. Con la promessa chiara e scandita a più riprese: "il 4 Marzo vi licenziamo noi".

Dobbiamo convenire che i padroni , i ministri e i loro amici burocrati politici e sindacali sono impauriti da quanti stanno comprendendo che é arrivato il momento di riprendersi le piazze per un rinato protagonismo dei lavoratori.
Dove risiedono le responsabilità del fatto che gli insegnanti e gli antifascisti vengono trattati come dei delinquenti?
Dobbiamo , come queste maestre insegnano, ricercare senza timore le precise cause della situazione attuale nella storia della concertazione sindacale che ha rinunciato a rappresentare la classe operaia e in nome dell'illusione nel riformismo e nel capitalismo dal volto umano si é accontentata delle briciole abbandondonando la lotta di classe.
NOn basta respingere una sentenza ingiusta: lottiamo per l'abolizione di ogni forma di lavoro precario accanto alle insegnanti e per ogni categoria di lavoratori.

 
26 febbraio 2018. Csp Paderno Dugnano.

domenica 25 febbraio 2018

DAL PAESAGGIO ALLA CIVITAS

Tempo di elezioni, la tematica dell'ecologia un'argomentazione che rispunta e che poi spesso e volentieri viene accantonata per altre urgenze. Non è mai semplice parlare, far comprendere quanto questo argomento  debba divenire priorità ,soprattutto per tutti coloro che vivono le difficoltà ambientali delle grandi città e della provincia. Inquinamento significa anche meno salute, meno verde significa piu' cemento e la paesaggistica il senso del poter vivere anzichè sopravvivere diviene fondamentale.
Ieri pomeriggio abbiamo presenziato a Nova Milanese (Mb)alla presentazione del libro "Dal paesaggio alla Civitas" dall'ecologia del paesaggio alla pianificazione territoriale del Prof. Virginio Bettini ,assieme al Prof. Ingegnoli , Laura Tussi e Fabrizio Cracolici che hanno collaborato al testo.
Il Prof. Bettini , esperto di problemi ambientali ,ex parlamentare europeo nella legislatura 1999-1994 ha proposto 12 iniziative legislative sulle energie rinnovabili e sulla valutazione dell'impatto ambientale ed è attualmente docente all'Universita' di Venezia.
Numerosi gli interventi in merito all'attualità dei territori confinanti con il comune di Nova Mil.se, dall'impegno ecologico delle varie amministrazioni locali, alle battaglie per le numerose corsie autostradali che violentano irrimediabilmente i paesaggi, all'aumento delle aree dismesse, alla presenza di amianto , al disarmo nucleare sino alla presenza di patologie che minano la salute dei cittadini. In special modo il Prof. Ingegnoli scienziato che dal 1971 si occupa di studi ecologici sul territorio -paesaggio ha evidenziato quanto sia faticoso operare sui territori ,con risultati soddisfacenti, ricordando che l'inerzia di certi ambienti politico-amministrativi , ha distolto l'attenzione dalla necessità di seguire discipline scientifiche piu' avanzate. 
Un intenso momento di confronto con i relatori e gli ospiti che è  proseguito sino a sera  ed è terminato con un succulento apericena.

Potere al Popolo ,nuovo movimento presente alle elezioni del 4 marzo ,dedica ampio spazio alla problematica ambientale all'interno del proprio programma che vi invitiamo a visionare.



"La questione ambientale è al centro di migliaia di vertenze su tutto il territorio nazionale. E’ amplificata da un modello capitalistico predatorio che provoca rotture sempre più profonde nel rapporto tra l’uomo, le altre specie animali,  il resto della natura, accumulando enormi problemi che il pianeta e le generazioni future avranno sempre più difficoltà a risolvere. La devastazione ambientale è anche questione di classe, di cui pagano le conseguenze assai più gli oppressi e gli esclusi che i ricchi e privilegiati.  Un intero continente, quello africano, fa i conti non solo con le guerre ma anche con siccità, desertificazione, inquinamento, mentre nei paesi del primo mondo continuiamo a sprecare risorse. I paesi dominanti non riescono però più a confinare i danni globali: l’inquinamento, lo stravolgimento climatico, la crisi idrica, gli incendi ci colpiscono sempre più al cuore e ci impongono un urgente e radicale ripensamento del  modello di produzione e consumo. 
Anche nel nostro Paese da anni contrastiamo una costante devastazione dei territori in nome del profitto (si pensi a “Grandi Opere” come la TAV, il progetto TAP, le trivellazioni petrolifere, l’eolico selvaggio, i siti contaminati, la cementificazione…). Non c’è “economia verde” che tenga, se non si mette in discussione la logica del profitto. C’è bisogno di una pianificazione democratica su scala nazionale e internazionale incentrata sulla salvaguardia dell’ambiente e il risanamento dei danni connessi al cattivo uso delle risorse. Anche in questo campo l’omologazione tra centrodestra e centrosinistra ha portato all’approvazione di una serie di “riforme” che hanno stravolto conquiste precedenti, di cui va rivendicata l’abrogazione immediata: dallo Sblocca Italia alla riforma Madia che cancella il ruolo delle Sovrintendenze, alla neutralizzazione della valutazione di impatto ambientale all’aggressione ai parchi nazionali, ecc.
Per questo lottiamo per:
la messa in sicurezza e salvaguardia preventiva dei territori, la tutela del paesaggio e dei beni comuni, del patrimonio storico e architettonico, programmazione, pianificazione e gestione partecipate e trasparenti fondate su obiettivi di interesse collettivo

  • in alternativa al business dell’emergenza ambientale e a quello della cosiddetta green economy;
  • lo stop alle cd. “Grandi Opere”, a partire dalla TAV in Val di Susa, alla TAP in Salento, al MOSE, all’eolico selvaggio, col riorientamento degli investimenti verso un grande piano per la messa in sicurezza idrogeologica e sismica del Paese;
  • una nuova politica energetica che parta dal calcolo del fabbisogno reale e dalla radicale messa in discussione della Strategia Energetica Nazionale, raccogliendo le rivendicazioni dei movimenti NO TRIV e dei comitati per il NO EOLICO SELVAGGIO e la richiesta di democrazia dei territori contro un modello centralizzato orientato da interessi multinazionali
  • la moratoria sui nuovi progetti estrattivi riguardanti combustibili fossili e lo stop a ogni progetto di estrazione non convenzionale, l’ eliminazione dei sussidi pubblici alle fonti fossili o ambientalmente dannose (16 miliardi annui) da utilizzare per la creazione diretta di
  • posti di lavoro nell’efficienza energetica, nelle energie rinnovabili, in ricerca e innovazione tecnologica
  • l’uscita totale dal carbone come fonte di produzione energetica entro il prossimo decennio, l’uso delle biomasse solo da scarti, la pianificazione degli impianti eolici con criteri di tutela paesaggistica e faunistica, lo stop a infrastrutture energetiche come il TAP e Poseidon;
  • una legge seria per lo stop al consumo di suolo che obblighi i comuni a localizzare i nuovi interventi nel territorio urbanizzato e non in quello non urbanizzato una legge urbanistica che ponga fine alla stagione della deregulation a favore dei privati, l’aumento delle dotazioni pubbliche (verde, servizi, trasporti non inquinanti), lo stop alla cementificazione delle coste e il recupero ambientale delle
  • spiagge (il 75,4% della fascia entro 200 m. dalla costa è edificato);
  • un piano nazionale per la bonifica dei siti inquinati fondato sul principio “chi inquina paga” e il monitoraggio e la tutela delle condizioni di salute delle popolazioni delle aree interessate;
  • un piano di investimenti per la mobilità sostenibile e il trasporto pubblico (dalle ferrovie al trasporto urbano) fondato sui reali bisogni delle classi popolari e sul rispetto dell’ambiente, che superi la prevalenza dei sistemi di trasporto su gomma, potenziando il traffico merci su ferro e via mare;
  • un radicale potenziamento della ciclabilità, con una politica di investimenti pubblici
  • lo stop all’ingresso delle navi da crociera nella Laguna di Venezia, sostenendo le proposte alternative del comitato NOGrandiNavi
  • una nuova politica dei rifiuti, che indirizzi la produzione delle merci verso la recuperabilità, disincentivando i prodotti non riciclabili e usa e getta;
  • la gestione pubblica dell’impiantistica e del ciclo di smaltimento, la messa al bando dell’incenerimento attraverso l’eliminazione degli incentivi, investimenti su raccolta differenziata, recupero, riuso, riciclo, riduzione, realizzando la strategia elaborata dal Movimento “Legge Rifiuti Zero”
  • la ripubblicizzazione dell’acqua bene comune, e più in generale dei servizi pubblici, cancellando il modello di gestione attraverso soggetti di diritto privato come le SPA, nel rispetto della volontà popolare espressa nel Referendum del 2011."
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giovedì 22 febbraio 2018

LOTTA ALLA VIOLENZA CONTRO LE DONNE E LE PERSONE LGBTQI



Nel Gender Gap Report 2017, il rapporto sul divario tra uomini e donne, l’Italia è all’82esimo posto su 144, era al 50esimo nel 2015: si inaspriscono dunque le disuguaglianze. Sulle donne continua a scaricarsi il doppio lavoro produttivo e riproduttivo, le gerarchizzazioni dentro il lavoro, il dominio maschile dello spazio pubblico, la violenza materiale e simbolica che nega i percorsi di autodeterminazione e libertà.
La crisi ha acuito i problemi. L’Italia è penultima in Europa per occupazione femminile, sulle donne si concentrano il part-time imposto (più che doppio rispetto agli uomini), la precarietà e la sottoccupazione. I tagli al sistema di welfare, in una società incapace di rimettere in discussione la divisione dei ruoli maschili e femminili, si traducono nella negazione del “diritto al tempo” con le donne che dedicano al lavoro domestico e di cura una media di oltre 5 ore al giorno, il triplo degli uomini. La violenza contro le donne è cronaca quotidiana, tra le mura domestiche dove si consuma la maggior parte delle violenze, nella perpetuazione di un dominio maschile incapace di fare i conti con l’affermazione di autonomia e libertà delle donne. La questione di genere si intreccia con la questione di classe, e colpisce in particolare i corpi delle donne migranti. Le discriminazioni sul lavoro e nella società, la violenza riguardano anche gay, lesbiche, trans e tutto l’universo LGBTQI, che combatte quotidianamente contro i pregiudizi, l’odio, l’omofobia, la transfobia. Il non riconoscimento pieno delle relazioni e delle famiglie delle persone LGBTQI significa ridurre le loro vite a esistenze individuali e isolate, e riaffermare un’idea autoritaria di famiglia che compromette la libertà di tutti e tutte.
Al carattere sistemico della violenza risponde oggi un movimento femminista mondiale: “Non una di meno” è la forza politica che tiene insieme e traduce percorsi di liberazione dal dominio di classe, di genere, di razza e orientamento sessuale. La lotta femminista partita dalla Argentina ha portato nelle piazze centinaia di migliaia di donne contro la violenza in tutte le sue forme. Lo sciopero dal lavoro riproduttivo e produttivo dello scorso 8 marzo ha messo in luce le tante forme di sfruttamento invisibili, nel lavoro di cura, nel lavoro da casa e nella richiesta di disponibilità e prestazione permanente. Anche in Italia il movimento femminista ha espresso, e continua ad esprimere, con autonomia e intelligenza, una capacità fortissima di lotta, elaborazione, proposta. Per questo lottiamo per:
  • la parità di diritti, di salari, di accesso al mondo del lavoro a tutti i livelli e mansioni a prescindere dall’identità di genere e dall’orientamento sessuale;
  • la radicale rimessa in discussione dei ruoli maschile e femminile nella riproduzione sociale ed un sistema di welfare che liberi tempo di vita per tutte e tutti;
  • la rottura del carattere monosessuato dello spazio pubblico e della politica;
  • soluzioni che inibiscano ogni forma di violenza (fisica, ma anche sociale, culturale, normativa) e discriminazione delle donne e delle persone LGBTI (attraverso una legge contro l’omotransfobia);
  • una formazione che fornisca strumenti per decostruire il sessismo e educhi al riconoscimento della molteplicità delle differenze;
  • la piena e reale libertà di scelta sulle proprie vite e i propri corpi, il pieno diritto alla salute sessuale e riproduttiva, negata in tante strutture pubbliche dalla presenza di medici obiettori. Va garantito a tutte l’accesso alla fecondazione assistita, anche eterologa, a prescindere dallo stato di famiglia. Va combattuta la diffusione dell’HIV attraverso la promozione della contraccezione rendendo disponibili a tutte e tutti le nuove tecniche di prevenzione. Vanno vietate le mutilazioni genitali su* bambin* intersessuali prima che possano capire e sviluppare la loro identità di genere;
  • la cancellazione di ogni pacchetto sicurezza. La sicurezza delle donne è nella loro autodeterminazione;
  • i diritti e le aspirazioni di gay, lesbiche e trans, sia come individui che nella loro vita di coppia, con l’introduzione del matrimonio egualitario, del riconoscimento pieno dell’omogenitorialità a tutela dei genitori, dei figli e delle famiglie e con la ridefinizione dei criteri relativi all’adozione, consentendola anche a single e persone omosessuali, per riconoscere il desiderio di maternità e paternità di tutte e tutti.
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MASSIMO GATTI CHIEDE INCONTRO URGENTE AL PREFETTO

Pubblichiamo il comunicato stampa di Sinistra per la Lombardia

 
Comizio di Casapound / Gatti :«Ho chiesto un incontro urgente al prefetto per vietare la piazza ai fascisti. Invito pubblicamente gli altri candidati a fare altrettanto».
 
Massimo Gatti, candidato presidente di Sinistra per la Lombardia ha inviato stamattina alla Prefetta Luciana Lamorgese una richiesta di incontro urgente per esprimere la preoccupazione sul comizio di Casapound annunciato sabato pomeriggio in piazza Castello.
«Si tratta di un’iniziativa preoccupante – dichiara Gatti - per la natura antidemocratica e razzista del gruppo in questione e per il clima di tensione creato nel paese che ha avuto il suo apice nell’azione terroristica di Macerata. Invito gli altri candidati a condividere questa iniziativa per conoscere quali provvedimenti saranno adottati per garantire la legalità 
costituzionale. Applicare le leggi Scelba e Mancino è il minimo sindacale. Si dichiarano fascisti del terzo millennio. Ma sempre fascisti restano».



Milano, 22/02/2018

martedì 20 febbraio 2018

RIUNIONE ANNUALE ANPI PADERNO DUGNANO

Domenica scorsa si è svolta, come  di consueto l'annuale riunione Anpi, un bilancio del tutto positivo sia per le numerose iniziative che per il numero degli iscritti.

Pubblichiamo l'intervento che la nostra portavoce  ha effettuato a nome del nostro circolo.


L'educazione non deve essere solo trasmissione di sapere, ma anche di valori, deve stimolare lo spirito critico. E non solo: deve far sviluppare il senso di responsabilità per le azioni concrete. Una frase di Stephan Hessel noto partigiano francese che in molti conoscono come autore del libro "Indignatevi".
Un messaggio che oggi deve risvegliare una precisa, attenta e soprattutto concreta coscienza antifascista che da troppo tempo ormai viene relegata a favore dei soliti blandi discorsi dove la sconfitta del pensiero nazifascista puo' avvenire solo attraverso la cultura. Vero verissimo ma bisogna anche ritrovare il coraggio di affrontare una realtà oggi troppo compromessa. A nulla servono gli appelli, le raccolte firme che le stesse realtà politiche ben identificate in quel centro sinistra fanno finta di non vedere. Lo scorso anno ad esempio, sono state raccolte 50.000 firme per la messa fuori legge di tutte le organizzazioni neofasciste che in tanti conoscono, chiedendo l'applicazione di quella Costituzione che in tanti nel 2016 abbiamo difeso, eppure quelle firme giacciono inermi poichè gli appelli rivolti alla segreteria della Sig.ra Boldrini sono rimasti inascoltati.
La risposta al gravissimo episodio di Macerata avrebbe dovuto essere automatico anche se per fortuna vi è stata una splendida disobbedienza civile, un'immensa diga di persone che hanno avuto il coraggio di scendere in piazza nonostante le numerose associazioni abbiano preferito osservare un inaspettato divieto. Al solito bel frasario dovrebbero seguire i fatti, in alcuni comuni le risposte delle istituzioni sono totalmente silenti quando la sinistra radicale , il Prc in particolar modo chiede il divieto a spazi concessi con molta facilità ad organizzazioni neofasciste ,tutto per non aumentare una tensione che invece è solo apparente. Si puo' imporre la linea del silenzio lasciando che i fascisti imperversino nei quartieri e città? Esigiamo e chiediamo una forte risposta sociale non solo in tutto il territorio nazionale ma anche nel nostro piccolo, proponendo alle forze politiche locali , come è accaduto in altri comuni che venga espressamente richiesto di vietare spazi a tali organizzazioni.
Non è piu' tempo di soprassedere ma di proporre e soprattutto di smetterla con l'antifascismo della bandiera, della teca, del museo che serve relativamente o forse è utile alle solite passerelle di personaggi conosciuti. Occorre far fronte comune con tutte le organizzazioni democratiche per un antifascismo puro e vivo come dovrebbe essere, solo cosi'facendo quel deja' vu  ormai troppo vicino, potrà essere allontanato.

Le compagne e i compagni PRC circolo A, Casaletti