Parte il progetto per la ristrutturazione della stazione a Paderno Dugnano e nel giro di pochi giorni in via IV Novembre vengono letteralmente rasi al suolo splendidi alberi che non davano nessun tipo di fastidio. Qui non vi erano radici che fuoriuscivano e sventravano marciapiedi anzi erano stati tutti messi a posto e in ordine durante l'ultima amministrazione di centro-sinistra che aveva creato anche la pista ciclabile ma probabilmente il progetto non ne prevedeva la sopravvivenza.
Uno scempio del territorio che forse avrebbe potuto essere evitato e che oggi regala un panorama desolante ai cittadini che transitano in quel luogo.
Ultimi post
martedì 5 aprile 2016
ANPI PADERNO SEZ.CAZZANIGA CALENDARIO APRILE
Un calendario ricchissimo di iniziative quello che la sez. Anpi A. Cazzaniga di Paderno Dugnano ed altre associazioni presenti sul territorio hanno creato per i festeggiamenti del 71mo anniversario di liberazione dal nazifascismo.
8 aprile 2016 h. 21,00 Restiamo Umani “Nuovi Sentieri Partigiani” presso la sala mostre Piazza Biraghi 3 Bovisio Masciago a cui l’ANPI di Paderno Dugnano interviene con Giovanna Baracchi (vedi volantino)
8 aprile 2016 h. 21,00 Restiamo Umani “Nuovi Sentieri Partigiani” presso la sala mostre Piazza Biraghi 3 Bovisio Masciago a cui l’ANPI di Paderno Dugnano interviene con Giovanna Baracchi (vedi volantino)
-
9/10 aprile 2016 16° congresso Provinciale ANPI presso la Camera del Lavoro di Milano in Corso di Porta Vittoria 43
- 17 aprile 2016 Importante consultazione referendaria nazionale, si raccomanda l’espressione del voto sulle trivelle:
si tratta di decidere se le piattaforme in mare, entro le 12 miglia
dalle nostre coste (più o meno a 20 chilometri da terra) possono
continuare a tempo indeterminato a estrarre idrocarburi, fino
all’esaurimento dei giacimenti, oppure se alla scadenza delle
concessioni devono chiudere i battenti. Nel primo caso si vota No
(all'abrogazione della norma per cui ci sarà il rinnovo delle
concessioni), nel secondo si vota SI’ (per NON prorogare le concessioni)- il referendum per essere valido deve raggiungere il 50%+1 degli aventi diritto
- 22
aprile 2016 h. 9,30 deposizione corone alle lapidi dei partigiani
Padernesi a cura dell’Amministrazione comunale e di ANPI Paderno
- 22
aprile 2016 h. 15,30 deposizione omaggio florale ai partigiani del
lavoro vittime incidente Eureco presso i 4 alberi piantati al Parco
della Pace Via S. Martino a cura di ANPI Paderno
- 22
aprile 2016 h. 16,30 deposizione omaggio floreale a tutti i partigiani
di Paderno Dugnano e sui luoghi significativi a cura di ANPI Paderno
- 22
aprile 2016 h. 21,00 presso la sala del Quartiere Calderara Via
Armtrong 9 presentazione del libro “La bambina che parlava alla luna” –
iniziativa di L’Altra Paderno Dugnano a cui interviene il nostro
partigiano Athos Zanca (vedi volantino)
- 24
aprile 2016 dalle h. 19,30 presso il circolo ARCI di Palazzolo,
iniziativa in collaborazione con Meridiana e ARCI – “liberi di cantare e
di ballare” - deposizione omaggio floreale in Via Fratelli Cervi, ”
pastasciutta partigiana” per i partecipanti (rievocazione di quella dei
Fratelli Cervi) – interventi, video, musica, canti e balli in attesa del
25 aprile (segue volantino)
- 25
aprile 2016 h. 9.30 in Piazza della Resistenza celebrazione del 71°
della Liberazione come da programma istituzionale – interverrà oratore
ANPI Provinciale
- 25 aprile 2016 h. 14,00 concentramento MM Palestro per manifestazione ANPI Milano
- 25
aprile 2016 h. 21.00 Cinema Metropolis 2.0 per proiezione film di E.
Barbucci “Gramsci 44” in collaborazione con ANPI Paderno (vedi
volantino)
- 27 aprile 2016 h. 10,30 intervento programmato ANPI Paderno presso Scuola Gramsci
- 28 aprile 2016 h. 10,30 intervento programmato ANPI Paderno presso Scuola Gramsci
3 30
aprile 2016 h. 10,30 Cinema Metropolis 2.0 –“il teatro della memoria”, i
ragazzi della Scuola A. Gramsci recitano Giosafatte Rotondi, cittadino
padernese, poeta e antifascista - iniziativa in collaborazione con
l’Ass.ne Fera de Dugnan (segue volantino)
- 08
maggio 2016 h. 8.30 presso la Scuola Primaria Mazzini Trofeo della
“Resistenza” – torneo di judo in collaborazione con l’Ass.ne Timanada
(segue volantino)
- 14
maggio 2016 h. 8,00 sentieri della memoria “Invorio” (NO) – partenza
per gemellaggio e commemorazione dell’Eccidio di S. Marcello” (vedi
volantino) - Si raccomanda di iscriversi per tempo all'importante
iniziativa in quanto ci sono ancora posti disponibili (3 pullman)
domenica 3 aprile 2016
VOTA SI CONTRO LE TRIVELLE!!!
Giornate intense per il Comitato padernese a favore del SI contro le trivellazioni.
Banchetti in svariati luoghi del territorio con volantinaggio unita alla presenza costante nei mercati di Dugnano e Palazzolo.
Tanta gente anche oggi che si è fermata anche semplicimente per scambiare opinioni e la conferma di aver accettato i numerosi volantini fa ben sperare.
Venerdi ' 8 aprile mercato di Palazzolo
Sabato 9 aprile dalle ore 9,30 alle 12,30 Via Reali alt.Farmacia Cassina Amata
Sabato 9 aprile dalle ore 15,00 alle ore 18,00 Via IV Novembre angolo Via Roma
Sabato 9 aprile dalle ore 15.00 alle ore 18,00 Via Tripoli altezza Chiesa
Domenica 10 aprile dalle ore 09,30 alle ore 12,30 P.zza Matteotti
Domenica 10 aprile dalle ore 15,00 alle ore 18,00 Via Toti
Domenica 10 aprile dalle ore 15,00 alle ore 18,00 Via Roma altezza Chiesa
Banchetti in svariati luoghi del territorio con volantinaggio unita alla presenza costante nei mercati di Dugnano e Palazzolo.
Tanta gente anche oggi che si è fermata anche semplicimente per scambiare opinioni e la conferma di aver accettato i numerosi volantini fa ben sperare.
Ricordiamo i prossimi appuntamenti
Martedi' 5 aprile mercato di DugnanoVenerdi ' 8 aprile mercato di Palazzolo
Sabato 9 aprile dalle ore 9,30 alle 12,30 Via Reali alt.Farmacia Cassina Amata
Sabato 9 aprile dalle ore 15,00 alle ore 18,00 Via IV Novembre angolo Via Roma
Sabato 9 aprile dalle ore 15.00 alle ore 18,00 Via Tripoli altezza Chiesa
Domenica 10 aprile dalle ore 09,30 alle ore 12,30 P.zza Matteotti
Domenica 10 aprile dalle ore 15,00 alle ore 18,00 Via Toti
Domenica 10 aprile dalle ore 15,00 alle ore 18,00 Via Roma altezza Chiesa
UN MARE SENZA TRIVELLE? SI LO VOGLIO!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
PROMOTORI COMITATO PADERNO DUGNANO
Associazione
Italiana Esposti Amianto, Associazione Culturale Punto Rosso,
Associazione per l’Iniziativa Radicale Miriam Cazzavillan,
Legambiente Circolo Grugnotorto, Medicina Democratica;
Altra
Europa con Tsipras, L’Altra Paderno Dugnano, Partito della
Rifondazione Comunista, Possibile, Sinistra Ecologia e Libertà,
Sinistra Nord Milano, Sinistra Anticapitalista;
Aderiscono
Circolo
Culturale Restare Umani, Partito Comunista d’Italia
sabato 2 aprile 2016
CUBA :RIFLETTIAMO SUGLI ULTIMI AVVENIMENTI
Ieri una serata per riflettere sull'attuale situazione cubana si è svolta al circolo Fabio Di Celmo -Ass.ne Amicizia Italia Cuba di Monza.
Numerosi gli argomenti trattati, da el bloqueo , a Guantanamo, al prossimo congresso del partito comunista, alla nuova classe dirigente ,al boom turistico ma anche al cambiamento già in atto voluto proprio dalla popolazione.
Un'attenta analisi partita dalla viva testimonianza di Marzio appena tornato da L'Avana associato ad una serie di approfondimenti partiti da Franco Calandri e dal segretario Renato Pomari che hanno illustrato una realtà mai seriamente toccata dalle testate giornalistiche italiane.
Cuba e il suo socialismo, il suo isolamento, la sua resistenza non possono che creare fastidio, cosi' difficilmente si analizzano le attuali leggi in vigore che ancora portano avanti il progetto socialista attuato con l'arrivo di Fidel Castro. Coloro che hanno contribuito al processo rivoluzionario stanno scomparendo a causa del naturale processo di invecchiamento cosi' vengono sostituiti da una nuova classe dirigenziale che dovrà svolgere l'arduo compito di proseguire in questo momento dove i cambiamenti sono ancora ben lontani, poichè dallo scorso anno il "bloqueo"persiste ancora e Guantanamo rimane un punto fermo.
A questo proposito riproponiamo la parte finale dell'articolo di Fidel Castro del 28 marzo 2016 dopo la visita del Presidente Obama
“Sono venuto qui per lasciare indietro le ultime vestigia della guerra fredda nelle Americhe. Sono venuto qui stendendo la mano di amicizia al popolo cubano.”
Immediatamente un diluvio di concetti, totalmente innovativi per la maggioranza di noi: “Ambedue viviamo in un nuovo mondo colonizzato da europei”. Proseguì il Presidente nordamericano. “Cuba, come gli Stati Uniti, è stata costituita da schiavi portati dall’Africa; come gli Stati Uniti, il popolo cubano ha eredità di schiavi e di schiavisti.”
Le popolazioni native non esistono per niente nella mente di Obama. E non dice neanche che la discriminazione razziale è stata spazzata via dalla Rivoluzione; che la pensione ed il salario di tutti i cubani furono decretati da questa prima che il signore Barack Obama compiesse 10 anni. L’odiosa abitudine borghese e razzista di assumere sbirri affinché i cittadini neri fossero espulsi dai centri di ricreazione è stata spazzata via dalla Rivoluzione Cubana. Questa passerà alla storia per la battaglia che ha combattuto in Angola contro l’apartheid, mettendo fine alla presenza di armi nucleari in un continente di più di mille milioni di abitanti. Non era questo l’obiettivo della nostra solidarietà, bensì aiutare i popoli dell’Angola, Mozambico, Guinea Bissau ed altri dal dominio coloniale fascista del Portogallo.
Nel 1961, appena un anno e tre mesi dopo il Trionfo della Rivoluzione, una forza mercenaria con cannoni e fanteria blindata, equipaggiata con aeroplani, è stata allenata ed accompagnata da navi da guerra e portaerei degli Stati Uniti, attaccando a sorpresa il nostro paese. Nulla potrà giustificare questo perfido attacco che costò al nostro paese centinaia di vittime, tra morti e feriti. Della brigata di assalto pro-yankee da nessuna parte consta che avrebbe potuto evacuare un solo mercenario. Aeroplani yankee di combattimento sono stati presentati presso le Nazioni Unite come squadre cubane ribelli. L’esperienza militare ed il potere di questo paese sono fin troppo conosciuti. In Africa hanno ugualmente creduto che la Cuba rivoluzionaria sarebbe stata messa facilmente fuori combattimento. L’attacco nel Sud dell’Angola da parte delle brigate motorizzate del Sudafrica razzista ci portò fino alle prossimità di Luanda, la capitale di questo paese. Lì incominciò una lotta che si prolungò non meno di 15 anni. Non parlerei nemmeno di questo, se non avessi il dovere elementare di rispondere al discorso di Obama nel Gran Teatro de L’Avana Alicia Alonso.
Non cercherò neanche di dare dettagli, solo enfatizzare che lì si scrisse una pagina rispettabile della lotta per la liberazione dell’essere umano. In un certo modo, io desideravo che la condotta di Obama fosse corretta. La sua origine umile e la sua intelligenza naturale sono evidenti. Mandela era prigioniero a vita e si era trasformato in un gigante della lotta per la dignità umana. Un giorno ho avuto per le mani una copia del libro in cui si narra parte della vita di Mandela ed oh, sorpresa!: il prologo era di Barack Obama. Lo scorsi rapidamente. Era incredibile la dimensione delle minuscole lettere di Mandela precisando dati. Vale la pena avere conosciuto uomini come lui.
Sull’episodio del Sudafrica devo segnalare un’altra esperienza. Io ero realmente interessato a conoscere più dettagli sulla forma in cui i sudafricani avevano acquistato le armi nucleari. Avevo solo l’informazione molto precisa che non erano più di 10 o di 12 bombe. Una fonte sicura era il professore e ricercatore Piero Gleijeses, che aveva redatto il testo di “Missioni in conflitto: L’Avana, Washington ed Africa 1959-1976”; un lavoro eccellente. Io sapevo che lui era la fonte più sicura su quanto era successo e così glielo dissi; mi rispose che lui non aveva mai parlato del tema, perché nel testo aveva risposto alle domande del compagno Jorge Risquet, che era stato ambasciatore e collaboratore cubano in Angola, un suo grande amico. Localizzai Risquet; già in altre importanti occupazioni, stava finendo un corso del quale gli mancavano varie settimane. Questo compito coincise con un viaggio abbastanza recente di Piero al nostro paese; avevo detto a lui che Risquet aveva già una certa età e la sua salute non era ottima. Pochi giorni dopo è accaduto quello che io temevo. Risquet peggiorò e scomparse. Quando Piero arrivò non c’era più niente da fare eccetto promesse, ma io ero già riuscito ad avere l’informazione che si riferiva con quell’arma e sull’aiuto che il Sudafrica razzista aveva ricevuto da Reagan e da Israele. Non so che cosa dirà adesso Obama su questa storia. Ignoro che cosa sapesse o meno, benché sia molto difficile che non sapesse assolutamente nulla. Il mio modesto suggerimento è che rifletta e non tenti ora di elaborare teorie sulla politica cubana.
C’è una questione importante: Obama pronunciò un discorso nel quale utilizza le parole più sciroppate per esprimere: “È già ora di dimenticare il passato, lasciamo indietro il passato, guardiamo al futuro, guardiamolo insieme, un futuro di speranza. E non sarà facile, ci sono delle sfide, ed a queste le daremo tempo; ma la mia permanenza qui mi dà più speranze su quello che possiamo fare insieme come amici, come famiglia, come vicini, insieme.”
Si suppone che ognuno di noi correva il rischio di un infarto ascoltando queste parole del Presidente degli Stati Uniti. Dopo un bloqueo spietato che è durato già quasi 60 anni, e quelli che sono morti negli attacchi mercenari contro barche e porti cubani, un aeroplano di linea strapieno di passeggeri fatto esplodere in pieno volo, invasioni mercenarie, multipli atti di violenza e di forza?
Nessuno si faccia l’illusione che il popolo di questo nobile ed abnegato paese rinunzierà alla gloria ed ai diritti, ed alla ricchezza spirituale che ha guadagnato con lo sviluppo dell’educazione, della scienza e della cultura.
Faccio notare inoltre che siamo capaci di produrre gli alimenti e le ricchezze materiali di cui abbiamo bisogno con lo sforzo e l’intelligenza del nostro popolo. Non necessitiamo che l’impero ci regali nulla. I nostri sforzi saranno legali e pacifici, perché è il nostro impegno con la pace e con la fraternità di tutti gli esseri umani che viviamo in questo pianeta.
Fidel Castro Ruz
Numerosi gli argomenti trattati, da el bloqueo , a Guantanamo, al prossimo congresso del partito comunista, alla nuova classe dirigente ,al boom turistico ma anche al cambiamento già in atto voluto proprio dalla popolazione.
Un'attenta analisi partita dalla viva testimonianza di Marzio appena tornato da L'Avana associato ad una serie di approfondimenti partiti da Franco Calandri e dal segretario Renato Pomari che hanno illustrato una realtà mai seriamente toccata dalle testate giornalistiche italiane.
Cuba e il suo socialismo, il suo isolamento, la sua resistenza non possono che creare fastidio, cosi' difficilmente si analizzano le attuali leggi in vigore che ancora portano avanti il progetto socialista attuato con l'arrivo di Fidel Castro. Coloro che hanno contribuito al processo rivoluzionario stanno scomparendo a causa del naturale processo di invecchiamento cosi' vengono sostituiti da una nuova classe dirigenziale che dovrà svolgere l'arduo compito di proseguire in questo momento dove i cambiamenti sono ancora ben lontani, poichè dallo scorso anno il "bloqueo"persiste ancora e Guantanamo rimane un punto fermo.
A questo proposito riproponiamo la parte finale dell'articolo di Fidel Castro del 28 marzo 2016 dopo la visita del Presidente Obama
“Sono venuto qui per lasciare indietro le ultime vestigia della guerra fredda nelle Americhe. Sono venuto qui stendendo la mano di amicizia al popolo cubano.”
Immediatamente un diluvio di concetti, totalmente innovativi per la maggioranza di noi: “Ambedue viviamo in un nuovo mondo colonizzato da europei”. Proseguì il Presidente nordamericano. “Cuba, come gli Stati Uniti, è stata costituita da schiavi portati dall’Africa; come gli Stati Uniti, il popolo cubano ha eredità di schiavi e di schiavisti.”
Le popolazioni native non esistono per niente nella mente di Obama. E non dice neanche che la discriminazione razziale è stata spazzata via dalla Rivoluzione; che la pensione ed il salario di tutti i cubani furono decretati da questa prima che il signore Barack Obama compiesse 10 anni. L’odiosa abitudine borghese e razzista di assumere sbirri affinché i cittadini neri fossero espulsi dai centri di ricreazione è stata spazzata via dalla Rivoluzione Cubana. Questa passerà alla storia per la battaglia che ha combattuto in Angola contro l’apartheid, mettendo fine alla presenza di armi nucleari in un continente di più di mille milioni di abitanti. Non era questo l’obiettivo della nostra solidarietà, bensì aiutare i popoli dell’Angola, Mozambico, Guinea Bissau ed altri dal dominio coloniale fascista del Portogallo.
Nel 1961, appena un anno e tre mesi dopo il Trionfo della Rivoluzione, una forza mercenaria con cannoni e fanteria blindata, equipaggiata con aeroplani, è stata allenata ed accompagnata da navi da guerra e portaerei degli Stati Uniti, attaccando a sorpresa il nostro paese. Nulla potrà giustificare questo perfido attacco che costò al nostro paese centinaia di vittime, tra morti e feriti. Della brigata di assalto pro-yankee da nessuna parte consta che avrebbe potuto evacuare un solo mercenario. Aeroplani yankee di combattimento sono stati presentati presso le Nazioni Unite come squadre cubane ribelli. L’esperienza militare ed il potere di questo paese sono fin troppo conosciuti. In Africa hanno ugualmente creduto che la Cuba rivoluzionaria sarebbe stata messa facilmente fuori combattimento. L’attacco nel Sud dell’Angola da parte delle brigate motorizzate del Sudafrica razzista ci portò fino alle prossimità di Luanda, la capitale di questo paese. Lì incominciò una lotta che si prolungò non meno di 15 anni. Non parlerei nemmeno di questo, se non avessi il dovere elementare di rispondere al discorso di Obama nel Gran Teatro de L’Avana Alicia Alonso.
Non cercherò neanche di dare dettagli, solo enfatizzare che lì si scrisse una pagina rispettabile della lotta per la liberazione dell’essere umano. In un certo modo, io desideravo che la condotta di Obama fosse corretta. La sua origine umile e la sua intelligenza naturale sono evidenti. Mandela era prigioniero a vita e si era trasformato in un gigante della lotta per la dignità umana. Un giorno ho avuto per le mani una copia del libro in cui si narra parte della vita di Mandela ed oh, sorpresa!: il prologo era di Barack Obama. Lo scorsi rapidamente. Era incredibile la dimensione delle minuscole lettere di Mandela precisando dati. Vale la pena avere conosciuto uomini come lui.
Sull’episodio del Sudafrica devo segnalare un’altra esperienza. Io ero realmente interessato a conoscere più dettagli sulla forma in cui i sudafricani avevano acquistato le armi nucleari. Avevo solo l’informazione molto precisa che non erano più di 10 o di 12 bombe. Una fonte sicura era il professore e ricercatore Piero Gleijeses, che aveva redatto il testo di “Missioni in conflitto: L’Avana, Washington ed Africa 1959-1976”; un lavoro eccellente. Io sapevo che lui era la fonte più sicura su quanto era successo e così glielo dissi; mi rispose che lui non aveva mai parlato del tema, perché nel testo aveva risposto alle domande del compagno Jorge Risquet, che era stato ambasciatore e collaboratore cubano in Angola, un suo grande amico. Localizzai Risquet; già in altre importanti occupazioni, stava finendo un corso del quale gli mancavano varie settimane. Questo compito coincise con un viaggio abbastanza recente di Piero al nostro paese; avevo detto a lui che Risquet aveva già una certa età e la sua salute non era ottima. Pochi giorni dopo è accaduto quello che io temevo. Risquet peggiorò e scomparse. Quando Piero arrivò non c’era più niente da fare eccetto promesse, ma io ero già riuscito ad avere l’informazione che si riferiva con quell’arma e sull’aiuto che il Sudafrica razzista aveva ricevuto da Reagan e da Israele. Non so che cosa dirà adesso Obama su questa storia. Ignoro che cosa sapesse o meno, benché sia molto difficile che non sapesse assolutamente nulla. Il mio modesto suggerimento è che rifletta e non tenti ora di elaborare teorie sulla politica cubana.
C’è una questione importante: Obama pronunciò un discorso nel quale utilizza le parole più sciroppate per esprimere: “È già ora di dimenticare il passato, lasciamo indietro il passato, guardiamo al futuro, guardiamolo insieme, un futuro di speranza. E non sarà facile, ci sono delle sfide, ed a queste le daremo tempo; ma la mia permanenza qui mi dà più speranze su quello che possiamo fare insieme come amici, come famiglia, come vicini, insieme.”
Si suppone che ognuno di noi correva il rischio di un infarto ascoltando queste parole del Presidente degli Stati Uniti. Dopo un bloqueo spietato che è durato già quasi 60 anni, e quelli che sono morti negli attacchi mercenari contro barche e porti cubani, un aeroplano di linea strapieno di passeggeri fatto esplodere in pieno volo, invasioni mercenarie, multipli atti di violenza e di forza?
Nessuno si faccia l’illusione che il popolo di questo nobile ed abnegato paese rinunzierà alla gloria ed ai diritti, ed alla ricchezza spirituale che ha guadagnato con lo sviluppo dell’educazione, della scienza e della cultura.
Faccio notare inoltre che siamo capaci di produrre gli alimenti e le ricchezze materiali di cui abbiamo bisogno con lo sforzo e l’intelligenza del nostro popolo. Non necessitiamo che l’impero ci regali nulla. I nostri sforzi saranno legali e pacifici, perché è il nostro impegno con la pace e con la fraternità di tutti gli esseri umani che viviamo in questo pianeta.
Fidel Castro Ruz
venerdì 1 aprile 2016
NO ALLE TRIVELLAZIONI VOTA SI
NO trivellazioni
Il 17 Aprile vota SI!
17 aprile 2016: è vicinissima la data della consultazione referendaria
in merito all’unica norma superstite dell’articolo in materia di
esplorazioni petrolifere del famigerato decreto sblocca-Italia: quella
che riguarda la proroga dei titoli rilasciati per le trivellazioni in
mare ‘per la durata di vita utile del giacimento, nel rispetto degli
standard di sicurezza e salvaguardia ambientale’. In pratica, si tratta
di un articolo che fa un enorme favore ai concessionari di pozzi
petroliferi a mare, prorogando sine die le concessioni in essere:
anzichè estinguersi alla scadenza, infatti, la concessione resterà
aperta finchè ci saranno idrocarburi da pompare. In questo modo i
concessionari avranno agio di gestire nel modo per loro più conveniente
il giacimento, ad esempio fermandone lo sfruttamento per riattivarlo
quando i prezzi del greggio tornassero ad alzarsi. Prolungando in questo
modo le minacce agli ambienti marini. La Corte Costituzionale ha
infatti dichiarato ammissibile solo questo quesito, anche se a dire il
vero è tuttora aperta la questione di altri due quesiti pendenti per
conflitto di attribuzione dinanzi alla suprema Corte. Se questa li
ammettesse, gli italiani sarebbero chiamati di nuovo alle urne sullo
stesso argomento: una situazione davvero paradossale, in cui alla difesa
ad oltranza delle compagnie petrolifere da parte del governo Renzi si
somma il tentativo di svuotamento dell’istituto referendario. E’ chiara
infatti la testarda volontà da parte del Governo e delle lobby
petrolifere di alimentare un disorientamento dell’elettorato, puntando
su un risultato di bassa partecipazione al voto che verrebbe poi usato
come argomento per mantenere in campo gli interessi dei petrolieri.
Invano Legambiente aveva chiesto al Governo e al Capo dello Stato di
stabilire un ‘election day’, coincidente con la data delle elezioni
amministrative: è chiaro che il Governo vuole imporre l’agenda
energetica delle lobby fossili, confidando su una bassa partecipazione
al voto.Proprio questo, contrastare la volontà di svuotare gli strumenti di
democrazia diretta, è uno degli ottimi motivi per attivarsi in una
campagna referendaria che punti a superare il quorum e a vedere il
trionfo del sì: ad essere in gioco infatti non sono solo i contenuti
specifici del quesito referendario, la consultazione servirà a imporre
una diversa agenda energetica per il nostro Paese, accelerando la
strategia di uscita dalle fonti fossili e, di conseguenza, scegliendo di
puntare su rinnovabili ed efficienza per mettere in pratica gli accordi
raggiunti alla Conferenza di Parigi dello scorso dicembre. I prossimi
mesi saranno di intenso lavoro per le reti, le associazioni, i
movimenti e le forze politiche che vorranno scrivere un’altra storia
energetica. Si tratterà di spiegare che il referendum è, certo, per
proteggere il mare, le spiagge, le coste dagli inquinamenti e dai rischi
di grave sversamento per incidenti, come quello che nel 2010 provocò la
morte di 11 persone e la grave devastazione del mare e delle coste del
Golfo del Messico. Ma soprattutto è una chiamata popolare per far sapere
al Governo che un diverso futuro energetico è possibile e concreto, che
l’Italia può e deve mettersi alla guida dei Paesi decisi a lasciarsi
alle spalle l’economia fossile, per fermare la febbre del pianeta e
utilizzare al meglio le risorse energetiche rinnovabili di cui dispone, a
partire dal sole. Certo non mancheranno le voci che ci diranno che
difendendo i pozzi in mare si difendono anche i relativi posti di
lavoro, e ci si assicura un pezzo (per quanto del tutto trascurabile, in
rapporto ai consumi primari) di autonomia energetica. Ma dobbiamo
essere consapevoli che la transizione verso l’energia pulita garantisce
non solo un ambiente migliore e meno esposto al rischio della
degenerazione climatica, ma anche un formidabile contributo allo
sviluppo dell’economia e dell’occupazione: lo abbiamo già visto e
toccato con mano, negli anni recenti in cui la spinta all’installazione
di una notevole potenza fotovoltaico è stata la scintilla che ha fatto
nascere imprese e posti di lavoro in grandissima quantità. La mobilitazione per il referendum sulle
trivelle deve dunque essere capillare ed efficace, perchè sarà anche
l’esito di questo referendum a definire le sorti energetiche del Paese
del Sole, a stabilire la tabella di marcia verso un’Italia libera da
petrolio e altre fonti energetiche fossili.Il 17 Aprile vota SI!
in foto Leonardo Giovane Comunista
Giornata Mondiale delle Vittime dell'Amianto
In Occasione della Giornata Mondiale delle Vittime dell'Amianto 28 aprile, L'Ass. It. Esposti Amianto (a.i.e.a.) Onlus e Medicina Democratica, organizzano un Convegno con proiezione del film "I Vajont" presso L'Auditorium Biblioteca Civica Tilane P.za Della Divina Commedia 3 Paderno Dugnano, il giorno 16 aprile 2016 dalle ore 17.00
I Vajont è un video-racconto ideato e scritto dalla giornalista Lucia Vastano, girato da Maura Crudeli e Federico Alotto con il sostegno di Medicina Democratica e Aiea Onlus, Associazione Italiana Esposti Amianto.
Non c’è un solo Vajont, ma tanti Vajont che urlano di essere ascoltati.I meccanismi del Vajont si ripropongono in continuazione. Dobbiamo imparare ad ascoltare le voci dei vinti: questo è l’unico sistema per un progresso reale della società.
Quello che è successo a Vajont è stata come la prima grande messa in scena di caste complici e mafiose per perseguire i loro interessi a scapito della comunità. Uno scenario che si ripete dopo ogni tragedia, con gli stessi vincitori, sempre arroganti, e gli stessi vinti, sempre soli a lottare per la giustizia che dovrebbe essere patrimonio comune.
Non c’è un solo Vajont, ma tanti Vajont che urlano di essere ascoltati: c’è la difesa del profitto e dei posti di lavoro sopra tutto, persino la vita stessa dei lavoratori e di chi abita il territorio; ci sono le grandi opere da mandare avanti,ci sono i depistaggi con la complicità della stampa; ci sono le perizie mediche e degli esperti che valgono soltanto quando sono favorevoli alle imprese,ci sono gli sperperi per la ricostruzione, ci sono le vittime e i testimoni perseguitati e ci sono le sentenze dei tribunali che non arrivano mai a colpire gli alti vertici.Tutto questo verrà raccontato nel documentario I VAJONT.
Non c’è un solo Vajont, ma tanti Vajont che urlano di essere ascoltati.I meccanismi del Vajont si ripropongono in continuazione. Dobbiamo imparare ad ascoltare le voci dei vinti: questo è l’unico sistema per un progresso reale della società.
Quello che è successo a Vajont è stata come la prima grande messa in scena di caste complici e mafiose per perseguire i loro interessi a scapito della comunità. Uno scenario che si ripete dopo ogni tragedia, con gli stessi vincitori, sempre arroganti, e gli stessi vinti, sempre soli a lottare per la giustizia che dovrebbe essere patrimonio comune.
Non c’è un solo Vajont, ma tanti Vajont che urlano di essere ascoltati: c’è la difesa del profitto e dei posti di lavoro sopra tutto, persino la vita stessa dei lavoratori e di chi abita il territorio; ci sono le grandi opere da mandare avanti,ci sono i depistaggi con la complicità della stampa; ci sono le perizie mediche e degli esperti che valgono soltanto quando sono favorevoli alle imprese,ci sono gli sperperi per la ricostruzione, ci sono le vittime e i testimoni perseguitati e ci sono le sentenze dei tribunali che non arrivano mai a colpire gli alti vertici.Tutto questo verrà raccontato nel documentario I VAJONT.
giovedì 31 marzo 2016
REATO DI TORTURA LONTANO ANNI LUCE
Il giornale L'Espresso riporta un interessante articolo sul reato di tortura caduto nel dimenticatoio da svariati mesi. Tutto fermo alla Camera nonostante il nostro Paese sia stato condannato dalla Corte di Strasburgo per non aver introdotto tale reato proprio dopo i fatti della Diaz. Il rimbalzo dal Senato alla Camera dove per mesi è stato tutto accantonato pare non abbia fine, siamo ancora lontanissimi dall'ottenere un qualcosa vicino ad una legge.
" La convenzione Onu 1984 concretizza la proibizione generale della tortura, obbligando gli Stati contraenti ad adottare una serie di provvedimenti adeguati, per assicurare la prevenzione e la lotta contro le torture e per proteggere l'integrità fisica e spirituale delle persone private della loro libertà.
Questa convenzione istituisce - analogamente ai Patti del 1966 - un sistema di controllo internazionale. Gli Stati contraenti devono rendere conto ogni quattro anni alla Commissione dell'ONU contro la tortura (CAT) delle misure da loro adottate per adempire gli obblighi che la Convenzione impone loro. La commissione può prendere posizione sui rapporti o formulare proposte di ordine generale."
L'articolo su L'Espresso firmato da Carmine Gazzanni sottolinea non solo il rischio per il nostro Paese di subire nuove condanne ma anche rilevanti cifre di ricorsi pari a 10.100, secondi solo all'Ucraina con 13.650!
Dopo 30 anni in Italia si è ancora in attesa di una legge preferendo la sanzione ad una tutela per chi è privato della libertà.
" La convenzione Onu 1984 concretizza la proibizione generale della tortura, obbligando gli Stati contraenti ad adottare una serie di provvedimenti adeguati, per assicurare la prevenzione e la lotta contro le torture e per proteggere l'integrità fisica e spirituale delle persone private della loro libertà.
Questa convenzione istituisce - analogamente ai Patti del 1966 - un sistema di controllo internazionale. Gli Stati contraenti devono rendere conto ogni quattro anni alla Commissione dell'ONU contro la tortura (CAT) delle misure da loro adottate per adempire gli obblighi che la Convenzione impone loro. La commissione può prendere posizione sui rapporti o formulare proposte di ordine generale."
L'articolo su L'Espresso firmato da Carmine Gazzanni sottolinea non solo il rischio per il nostro Paese di subire nuove condanne ma anche rilevanti cifre di ricorsi pari a 10.100, secondi solo all'Ucraina con 13.650!
Dopo 30 anni in Italia si è ancora in attesa di una legge preferendo la sanzione ad una tutela per chi è privato della libertà.
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