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martedì 9 febbraio 2016

NIENTE PARCHEGGIO PER CHI HA HANDICAP!

Lavori in corso nel parcheggio della Clinica San Carlo di Paderno Dugnano, cosi' niente posti per chi possiede un handicap!
E' capitato stamattina ad alcuni cittadini che recandosi alla Clinica non trovando nessun parcheggio con contrassegno "Handicap" hanno dovuto abbandonare i loro cari all'entrata dell'ospedale per cercare di sistemare l'auto.
Prima di pianificare lavori di ristrutturazione occorrerebbe lasciare liberi alcuni posti proprio per esigenze di questo tipo senza creare ulteriori difficolà a chi già ne possiede !!!

lunedì 8 febbraio 2016

PALESTINA E SIONISMO A CALDERARA

Una giornata uggiosa quella del 7 febbraio 2016 che non ha fermato i padernesi presenti all'incontro "Palestina ieri, oggi e domani?" curato dalle ass.ni L'Altra Paderno e Punto Rosso.
Un fiore di ospiti che hanno catturato l'attenzione del pubblico per piu' di tre ore senza mai annoiare.
La proiezione del video d'inizio sul sionismo curato da Loris Brioschi ha introdotto lo scrittore Diego Siragusa che ha tradotto ed ha redatto la prefazione del libro di Alan Hart "Sionismo il vero nemico degli ebrei". Un testo che ha incontrato innumerevoli diffficoltà durante la presentazione italiana, osteggiato in tutti i modi durante il mese di dicembre 2015 dalla Comunità Ebraica per una presentazione in una sezione Anpi di Roma con la solita accusa di contenuti antisemiti .
Diego Siragusa ha presentato i fatti accaduti con meticolosità ed ha poi illustrato il primo tomo poichè ve ne saranno in uscita prossimamente altri due .Un approfondimento sul sionismo e su chi lo ha portato avanti sino ai giorni nostri con numerose documentazioni, ricostruzioni e diapositive hanno completato il quadro della presentazione. Successivamente gli interventi degli attivisti pro-Palestina con Francesco Giordano  presente ogni mese con i presidi  milanesi che mantengono alta l'attenzione sulla questione e Gabriella Grasso BDS che ha illustrato in che modo attraverso il boicottaggio di taluni prodotti si possa combattere senza l'utilizzo di armamenti.
Infine Khaled Tamimi della Comunità Palestinese della Lombardia ha terminato sottolineando quanto sia importante la questione palestinese per una risoluzione di altre guerre in atto in Medio Oriente.
 Degni di nota gli interventi di alcuni presenti che hanno posto    interessanti quesiti  dimostrando interesse sia per il libro che per l'argomentazione.Un grazie a Lorena Tacco per la lettura del messaggio di Giorgio Forti (impossibilitato ad esser presente) dell'Ass.ne Ebrei contro l'occupazione che ha concluso il pomeriggio di elevato livello sia per gli argomenti trattati sia per la comunicazione e l'organizzazione.



COMUNICATO ELEZIONI DI MILANO



Milano, 7 febbraio 2016



Rifondazione: La vittoria di Sala chiude la stagione arancione e apre quella del Partito della Nazione. La sinistra tutta, insieme ai movimenti civici, si uniscano con "Milano in comune” per una lista/coalizione municipale e per un candidato sindaco comune.
La vittoria ampiamente preannunciata di Giuseppe Sala alle primarie del PD/centro sinistra, chiude la stagione politica apertasi nel 2011. Matteo Prencipe Segretario Provinciale di Rifondazione Comunista dichiara: - “Ieri sera ha vinto Renzi e si è politicamente conclusa la stagione del centro sinistra milanese. Sala è l’espressione coerente del Partito della Nazione. Rifondazione Comunista, insieme agli esponenti di Altra Europa, Possibile, comitati e associazioni, ha lavorato in questi mesi per una “Milano in comune” e la costruzione dell’alternativa. “Milano in comune”: una lista/coalizione municipale espressione della sinistra cittadina e del mondo civico, aperta ai tanti che ritengono improponibile il sostegno al candidato del Partito della Nazione e vogliono lavorare alla pari, senza primogeniture o secondi ruoli, per un governo cittadino alternativo agli schieramenti di centro sinistra e della destra” – prosegue Matteo Prencipe – "Dialoghiamo già per un’ampia convergenza di programma, con le espressioni dei movimenti civici e le aree socialiste e radicali e auspichiamo, che anche chi ha ritenuto di partecipare da sinistra alle primarie scelga subito l’alternativa. Chi non sta con il centro di Sala, si unisca a noi per la scelta di una candidatura comune a sindaco, un programma e una lista/coalizione rappresentativa degli interessi popolari.”

sabato 6 febbraio 2016

PALESTINA A CALDERARA



 Dopo le polemiche romane sull'intervento censorio dell'ANPI di Roma, relative alla presentazione del libro di Alan Hart SIONISMO, IL VERO NEMICO DEGLI EBREI,avremo Diego Siragusa autore della prefazione ed altri ospiti che illustreranno la situazione palestinese anche con proiezione video e diapositive.

L’occupazione quest’anno compie già 49 anni. Sono certo che debba finire al più presto per il futuro dello Stato di Israele, un futuro a cui dedico il mio impegno profondo. In considerazione delle politiche sempre più estreme del governo israeliano, chiaramente intenzionato a controllare i territori occupati espropriandoli alla popolazione locale palestinese, ho appena deciso di non partecipare più ad alcuna iniziativa in mio onore delle ambasciate israeliane del mondo. Non è stata una decisione facile bensì molto dolorosa. Ma l’attuale oppressione e le espropriazioni nei territori occupati, gli incitamenti contro gli oppositori delle politiche del governo, e la tensione legislativa per ridurre la libertà di espressione e minare il potere giudiziario — mi hanno spinto nel loro insieme verso questa decisione. Da anni faccio parte del B’Tselem’s Public Council. Rinuncerei volentieri a questo onore se l’occupazione fosse un ricordo del passato. Ma finché non sarà tale — come sarà — sono fiero del lavoro coraggioso svolto da B’Tselem: dai ricercatori sul campo a Gaza e nella Sponda occidentale allo staff della sede di Gerusalemme e ai suoi volontari. B’Tselem non solo documenta in modo attendibile e meticoloso le violazioni dei diritti umani nei territori occupati, ma offre anche uno specchio alla politica di Israele, rivelando la sua dubbia maschera di legalità con cui da 50 anni Israele prevale sui palestinesi, opprimendoli e confiscando la loro terra. Il 2014 è stato uno degli anni più insanguinati per Israele e la Palestina dal 1967 a questa parte. Purtroppo anche il 2015 è stato segnato da numerose settimane di violenza. Io contesto ogni forma di violenza contro persone innocenti. Ma rifiuto anche il tentativo di far passare i recenti eventi esclusivamente come istigazioni o manifestazioni “anti-semitiche”, sottovalutando il regime di occupazione con le sue annose violenze quotidiane contro milioni di palestinesi privati dei loro diritti. Queste sono alcune delle ragioni per cui scelgo di far parte del B’Tselem’s Public Council e di sostenere questa organizzazione. Ed è anche il motivo per cui vi scrivo, per chiedervi di unirvi a me nel rendere più forte B’Tselem dimostrando chiaramente il vostro sostegno a favore dei diritti umani e contro l’occupazione. Solo la sua fine può portare a un futuro gravido di giustizia, libertà e dignità per chi vive qui. B’Tselem — la principale organizzazione israeliana per i diritti umani, che vede l’occupazione per quello che è, la documenta, ne spiega le implicazioni e vi si oppone fermamente.
Amos Oz

ALSTOM SIAMO NOI IL GIORNO DOPO

Ieri 5 febbraio, aria gelida, Sesto San Giovanni,p.zza Indro Montanelli tante persone che vanno che vengono. I circoli PRC del nord Milano quasi tutti presenti. Panini, bibite , torte, bevande e la musica di Franz Englaro.Il presidio di solidarietà è stato questo, si parla di 249 esuberi, cosi' anche il sindaco di Sesto nel suo intervento evidenzia che farà il possibile per trovare accordi diversi.
Presente anche la nostra sezione padernese con diversi rappresentanti. Un grazie a Domenico Camelia per le foto.





venerdì 5 febbraio 2016

ALSTOM SIAMO NOI!!!

Dalle ore 18,00 di questa sera al presidio Alstom di Sesto S.Giovanni -P.zza Indro Montanelli un momento di intensa solidarietà e musica con il nostro Franz Englaro.
Piu' di 200 lavoratori rischiano il posto di lavoro e questo è il momento di ESSERCI , il momento di rimanere accanto a famiglie sull'orlo della disperazione.
La nostra sezione padernese sarà presente come sempre e pubblichiamo anche l'appello inviato alla dirigenza aziendale prengandoVi di inoltrarlo anche attraverso la vostra mail.

Mandate una mail a insiemeperalstom@sestosg.net con scritto nome, cognome e città di residenza.
Questo è il testo dell'appello:
Caro Presidente,
General Electric ha acquisito il comparto energia di Alstom.
Nell’ambito di un piano europeo che porta a quasi 7,000 esuberi, ha dichiarato l’intenzione di procedere alla chiusura dello stabilimento Alstom Power di Sesto San Giovanni: quasi 250 lavoratori saranno licenziati e saranno trasferite altrove lavorazioni con elevatissimi standard qualitativi e tecnologie uniche in Italia; sarà duramente compromesso un indotto fatto di grandi e piccoli fornitori che vale decine di milioni di euro all’anno.

Riteniamo che l’Italia non debba farsi sottrarre un patrimonio di competenze che rappresentano un’eccellenza a livello mondiale e che il nostro Paese non debba essere semplice spettatore di queste scelte, limitandosi a raccogliere i cocci di operazioni che distruggono un’esperienza che affonda le sue radici nell’apertura della Ercole Marelli nel 1891.
Perchè in questo luogo si incrociano la Storia e il Futuro.La Storia, perchè parlare di lavoro nelle nostre citta, specialmente in questa parte della Città Metropolitana, vuol dire parlare della Storia dell’Italia: anche nelle nostre fabbriche è rinata l’Italia e la nostra Democrazia.
Il Futuro, perchè qui ci sono lavoro, qualità, saperi, energia: le parole d’ordine di un’Italia che si vuole innovare e competere nel mondo. Per queste ragioni, il 22 gennaio 2016 i Sindaci delle città Lombarde dove risiedono i dipendenti di Alstom Power si sono riuniti a Sesto San Giovanni e chiedono con forza al Governo di garantire la continuità della produzione e dell’occupazione dello stabilimento Sestese e di organizzare urgentemente un incontro presso il Ministero dello Sviluppo Economico.
Chiediamo anche che le Politiche Industriali del paese valorizzino le produzioni di eccellenza dei territori e che il settore dell’energia diventi strategico nel panorama degli investimenti pubblici; su questo tema, ugualmente chiediamo che le rappresentanze delle imprese esercitino pienamente il loro ruolo.
Chiediamo infine al Governo di farsi parte attiva affinchè nelle regole Europee venga previsto il puntuale coinvolgimento degli enti locali nei casi di operazioni societarie che hanno impatto sui diversi territori dell’Unione. I Sindaci dei comuni di:
Sesto San Giovanni
Milano
Monza
Agrate Brianza
Arcore
Arese
Basiglio
BernareggioBresso
Brugherio
Carugate
Casorezzo
Castellanza
Cernusco sul Naviglio
Cerro Maggiore
Cinisello
Cologno Monzese
Cormano
Corsico
Cusano Milanino
Garlate
GiussagoGorgonzola
Legnano
Lentate sul Seveso
Lesmo
Lissone
Milano
Monza
Muggiò
Novate Milanese
Olgiate Olona
Opera
Paderno Dugnano
Pioltello
Rovato
Sovico
Taino
Trezzano RosaTriuggio
Unione Valletta
Usmate-Velate
Vaprio d’Adda
Villasanta

giovedì 4 febbraio 2016

PALESTINA A PADERNO DUGNANO

Domenica 7 febbraio 2016 ore 15,00 alla sede di Quartiere di Calderara in Paderno Dugnano le associazioni Punto Rosso e L'Altra Paderno Dugnano  presentano il  libro di Alan Hart  "Sionismo il vero nemico degli ebrei"con chi ne ha curato la traduzione ovvero l'autore Diego Siragusa ed  a seguire un confronto fra i diversi ospiti che interverranno.
A questo proposito riportiamo la riflessione di Alan Hart del 18 gennaio 2016.
"Da diversi anni mi sono chiesto, a volte su piattaforme pubbliche e per iscritto, se la Palestina è una causa persa. Sono giunto alla conclusione che come stanno le cose è e rimarrà così a meno che i palestinesi, quelli occupati e oppressi e quelli della diaspora, uniscano la loro azione politica, al fine di dare alla loro causa nuova vita con qualche reale speranza di giustizia finalmente.A mio avviso, l'indicatore più significativo del fallimento politico e dell’irrilevanza della dirigenza messa in campo dall'Autorità Palestinese (PA) è stata la recente dichiarazione del suo presidente, Mahmoud Abbas, che tocca alla comunità internazionale giungere ad una pacifica risoluzione del conflitto.
La realtà che Abbas sceglie di ignorare è che come stanno le cose non vi è assolutamente alcun motivo per credere che le potenze occidentali guidate dagli americani (o qualsiasi altro) potranno mai fare uso della loro influenza per cercare di indurre Israele a porre fine al suo disprezzo del diritto internazionale e al diniego di giustizia per i Palestinesi.
I governi occidentali (e altri) e i loro diplomatici continuano a perorare a parole la soluzione a due stati, ma sanno che è morta, uccisa dalla colonizzazione israeliana in corso della Cisgiordania occupata, che, come ho già detto, è un processo meglio descritto come pulizia etnica lentamente e di nascosto.
Nella mia analisi, le realtà sopra riassunte invitano a una sola conclusione. Solo i Palestinesi possono cambiare le dinamiche del conflitto in un modo che potrebbe generare una pressione reale per l'azione da parte dei governi della comunità internazionale.
Quali azioni? Intimare a Israele che se non finisce il suo disprezzo del diritto internazionale e la negazione della giustizia per i palestinesi, sarà isolato e sanzionato. (Si Io lo so, i governi non seguiranno questa strada se non sono spinti dall'opinione pubblica, ma cambiando le dinamiche del conflitto si potrebbe fornire la comprensione necessaria per motivare un numero sempre maggiore di cittadini a fare pressione).
Cambiare la dinamica richiede per cominciare la dissoluzione dell’Autorità Palestinese e riconsegnare a Israele la responsabilità completa e piena dell'occupazione.
Questo implicherebbe una significativa sicurezza e altri oneri finanziari su Israele. La sua risposta sarebbe indubbiamente una repressione più brutale di tutti i tipi, ma questo potrebbe essere a beneficio dei palestinesi, perché il vero volto del sionismo sarebbe esposto, completamente nudo da vedere, come mai prima d'ora per tutto il mondo. E questo a sua volta potrebbe portare a una montante pressione pubblica sulle potenze occidentali guidate dagli americani, forse ad un certo punto una pressione sufficiente per indurli a dire a Israele, " troppo è troppo", e metterlo sull'avviso che sarà isolato e sanzionato, se non finisce il suo disprezzo del diritto internazionale e il diniego di giustizia per i Palestinesi.
Lo scioglimento dell’Autorità Palestinese potrebbe aprire la porta a ricostruire le istituzioni del movimento nazionale palestinese, sulla base dell’unità che, per definizione, significherebbe la fine della divisione per fazioni e del tribalismo politico. A livello superiore, e per consentire ai palestinesi di determinare la politica e parlare al potere con una sola voce credibile, questo a mio avviso, sarebbe necessario portare il Consiglio Nazionale Palestinese (PNC) a nuova vita rinfrescato e rinvigorito da elezioni in ogni paese in cui vivono i palestinesi.
Anche se ci sono abbastanza palestinesi nella diaspora che sarebbero disposti a impegnarsi per realizzarle, le elezioni nuove e rinvigorimento del PNC richiederebbero tempo.
Così, dopo lo scioglimento della A.P. e la consegna a Israele della responsabilità completa e piena dell’occupazione, quale sarebbe la strategia di resistenza più efficace da adottare per gli occupati e oppressi palestinesi?
La loro incredibile costanza, quasi sovrumana, di rimanere al loro posto è la prova che la politica del sionismo di rendere la loro vita un inferno, nella speranza che se ne andranno a vivere altrove non è riuscita fino ad oggi ed è improbabile che possa mai avere successo. Ma questo non basta. La fermezza dei palestinesi occupati e oppressi ha bisogno di essere rafforzata da pacifiche e assolutamente dimostrazioni non violente, preferibilmente su base giornaliera, in tutto la Cisgiordania occupata e nella Striscia di Gaza assediata, chiedendo la pace con la sicurezza e la parità di diritti politici, civili e umani di ogni genere per tutti. Questa sarebbe in effetti una campagna per uno stato per tutti.
Le dimostrazioni di resistenza dovrebbero essere tranquille, assolutamente non violente, perché un aumento della violenza palestinese farebbe il gioco di quegli ebrei israeliani, dirigenti e altri, che sarebbero favorevoli ad un pretesto per una fase finale di pulizia etnica.
In teoria i diritti politici, civili e umani uguali per tutti in uno stato porterebbero nel tempo fino al de-sionizzazione della Palestina; e non è irragionevole supporre che i capi di Israele non permetteranno che ciò accada.
In quella luce, e nonostante quello che ho scritto sopra, la domanda che dobbiamo porci è questa.
Anche se i palestinesi unificano il loro agire politico nel modo che ho suggerito, c'è qualche motivo per sperare davvero che ci possa essere in futuro una quantità accettabile di giustizia di cui essi possano godere?
A mio parere questa è una domanda a cui solo gli ebrei di Israele possono rispondere.
Se i palestinesi rimangono fermi e unificano il loro agire politico per mantenere la loro causa viva, porteranno al giorno in cui gli ebrei di Israele dovranno affrontare la questione del tipo di futuro che vogliono.
Vogliono vivere in un odioso stato di apartheid che deve ricorrere a sempre più brutali misure per mantenere il suo dominio sui palestinesi, con il reale pericolo che le misure sempre più brutali trasformeranno la marea globale di israelismo in antisemitismo, impostando la fase quasi prossima all’Olocausto II (il mio modo di riassumere un’altra grande ripetizione contro gli ebrei in tutto il mondo); oppure, vogliono la pace e la sicurezza in uno stato di diritti politici, civili e umani uguali per tutti - anche se ciò significherebbe la fine del sionismo come impresa coloniale? Se mettendo insieme il loro agire politico nel modo che ho suggerito i palestinesi possono indurre gli ebrei di Israele a fare questa scelta, ci sarà qualche speranza (forse non molto, ma un po') per una soluzione pacifica del conflitto.
Una volta ho detto, e credo che valga la pena ripeterlo, che non c'è e non c’è mai stata una questione Palestina. C'è solo un problema ebraico. E solo gli ebrei possono risolverlo. O no."