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mercoledì 11 febbraio 2015

LA LUNA IN CITTA'

Circolare  a Paderno Dugnano , soprattutto nella zona dove sono  iniziati i lavori per la Rho-Monza  sta diventando ardua impresa :
si incappa in veri e propri crateri, ovvero buche, mettendo a dura prova chi è alla guida di autoveicoli.

Purtroppo nonostante le segnalazioni, queste piccole profonde voragini continuano a persistere, forse per il semplice motivo che essendo zona-scavi non valga la pena ovviare al problema.
Utilizzare semplici segnaletiche senza risolvere un  tale  e pericoloso
inconveniente non risolve una situazione già abbastanza compromessa da un cantiere a cielo aperto a cui i cittadini han cercato di opporsi in diversi modi.I residenti hanno già segnalato
altre voragini che  si stanno allargando, quindi sarebbe meglio non attendere la solita tragedia ma intervenire. La sicurezza dei cittadini  dovrebbe essere prioritaria sempre e comunque !

ODG URGENTE RESPINTO

Ieri sera durante il consiglio comunale è stato respinto l'ordine del giorno presentato con urgenza dalla lista civica Insieme per Cambiare relativo  alla metrotranvia Milano-Limbiate.  Purtroppo i fondi destinati a quest'opera sono stati spostati dal ministro delle infrastrutture Maurizio Lupi alle opere di Expo.
 L'urgenza del consigliere Giuranna rivestiva importanza, poichè star dalla parte dei cittadini significa anche prodigarsi in tanti modi per poter richiedere che i fondi vengano mantenuti.
Insieme per Cambiare ha inoltre espressamente richiesto l'intervento del sindaco  alla riunione Cipe del 12.02.2015.
Ricordiamo l'importanza di questo mezzo di comunicazione per chi deve spostarsi quotidianamente nei luoghi di lavoro e non ma soprattutto che le risorse pari a 60 milioni non andranno a favore della collettività.

lunedì 9 febbraio 2015

Il compleanno di Vittorio Arrigoni

Il 4 febbraio 2015 Vittorio Arrigoni , per il popolo che continua ad amarlo e ricordarlo semplicemente Vik avrebbe compiuto 40 anni.
Un compleanno che in molti via web hanno voluto ricordare soprattutto per dar ancora piu' risalto alla strada percorsa ed al messaggio che ancora oggi a distanza di anni Vik ci ha lasciato.
 Quel Restare Umani che ci obbliga costantemente a fare i conti con i nostri , a volte, assurdi comportamenti.
Vittorio era a Gaza durante i bombardamenti, era  con " quel popolo" quando ci si avventurava in mare per cercare cibo e l'esercito israeliano sparava a vista, Vik era presente quando uomini e donne rimanevano fermi ore ai check-point , Vik gridava dal suo blog Guerrilla Radio al mondo occidentale di aprire gli occhi sulla situazione palestinese, Vik era presente. Sempre.
Oggi la mamma di Vittorio, la sig.ra Egidia mantiene viva quella voce, attraverso il suo peregrinare in tante località italiane, dove viene sempre accolta amorosamente:"E sempre mi stupisco del richiamo, fortissimo, che Vittorio sa esercitare.
E come sempre, al ritorno, rifletto e mi interrogo se io abbia saputo, con il mio raccontare, rendergli degna testimonianza e trasmettere quella che é stata la ragione del suo esistere. La sua Utopia. L'appartenere, "indipendendentemente dalle latitudini e dalle longitudini, alla stessa famiglia, che é la famiglia umana"."
La nostra sezione di Paderno Dugnano lo ricorda attraverso il murales interno inaugurato nel mese di novembre, poichè Vittorio Arrigoni  è "partigiano" del nostro tempo.


Io che non credo alla guerra, non voglio essere seppellito sotto nessuna bandiera. Semmai vorrei essere ricordato per i miei sogni. Dovessi un giorno morire – fra cent'anni – vorrei che sulla mia lapide fosse scritto quello che diceva Nelson Mandela: "Un vincitore è un sognatore che non ha mai smesso di sognare". Vittorio Arrigoni: un vincitore."

Tsipras a Merkel: Non si negozia e non si ricatta la storia, la dignità e l'orgoglio del nostro popolo

Riceviamo da Argiris Panagopoulos che ricordiamo braccio destro di Alexis Tsipras la seguente comunicazione che pubblichiamo volentieri

Tsipras a Merkel: Non si negozia e non si ricatta la storia, la dignità e l'orgoglio del nostro popolo
di Argiris Panagopoulos

Alexis Tsipras ha concluso così il suo discorso al parlamento greco:
Viviamo momenti critici e storici. Negli avvenimenti sconvolgenti degli ultimi giorni l’ultima parola e timbro gli ha messi il popolo greco. Non ha delegato la responsabilità, ha depositato la sua anima. Non ha autorizzato nessuno. Ha preso il destino nelle sue mani. Non ha votato contro. Ha onorato le generazioni precedenti che hanno resistito e hanno resuscitato questo paese e ha depositato speranza per le future generazioni.
Non ha sfidato semplicemente i ricatti e gli ultimatum, ha alzato la sua statura, ha rivendicato orgoglio e dignità. A questo popolo spetta solo rispetto. Merita di camminare orgoglioso. Merita di vivere con dignità.
Il governo attuale può semplicemente essere la voce di questo popolo. Sull’onore, la storia e la cultura che porta questo popolo nel suo bagaglio, noi non possiamo essere niente altro che la sua volontà.
Per questo dichiariamo categoricamente che non andremmo a negoziare la nostra storia. Non andremo a negoziare l’orgoglio e la dignità di questo popolo.
Questi sono per noi valori sacri e innegoziabili.
Siamo carne della carne del popolo. Veniamo dalle pagine della storia di questo popolo e serviremo questo popolo fino alla fine.
Siamo ogni parola della Costituzione di questo paese. A questo Costituzione abbiamo giurato, questa Costituzione serviremo. E la serviremo fino alla fine, rivendicando le visioni, i valori, le lotte, i sacrifici del popolo greco.
Signore e signori deputati vi chiedo di dare il voto di fiducia al governo di salvezza sociale.
Vi chiamo di dare insieme questa battaglia per la nostra patria, per il futuro delle generazioni future, questa battaglia per riconquistare il nostro popolo speranza e dignità, la sua perduta dignità.
Questa battaglia la dobbiamo dare insieme.

domenica 8 febbraio 2015

Dal Convegno Internazionale del 7 febbraio a Palazzo Marino “Expo: nutrire il pianeta o nutrire le multinazionali ?” una Lettera aperta da firmare e condividere



EXPO: LETTERA APERTA

Alle Autorità
e p.c. agli esperti invitati all’incontro istituzionale di Milano.

“Allo stato attuale la produzione agricola mondiale potrebbe facilmente sfamare 12 miliardi di persone……. si potrebbe quindi affermare che ogni bambino che muore per denutrizione oggi è di fatto ucciso”
Jean Ziegler, già Relatore Speciale delle Nazioni Unite sul diritto al cibo

Signor presidente del Consiglio,
i giornali ci informano che lei sarà a Milano il 7 febbraio per lanciare un Protocollo mondiale sul Cibo, in occasione dell’avvicinarsi di Expo. Ci risulta che la regia di tale protocollo, al quale lei ha già aderito, sia stata affidata alla Fondazione Barilla Center for Food & Nutrition. Una multinazionale molto ben inserita nei mercati e nella finanza globale, ma che nulla ha da spartire con le politiche di sovranità alimentare essenziali per poter sfamare con cibo sano tutto il pianeta.
EXPO ha siglato una partnership con Nestlè attraverso la sua controllata S.Pellegrino per diffondere 150 milioni di bottiglie di acqua con la sigla EXPO in tutto il mondo. Il Presidente di Nestlé Worldwide già da qualche anno sostiene l’istituzione di una borsa per l’acqua così come avviene per il petrolio. L’acqua, senza la quale non potrebbe esserci vita nel nostro pianeta, dovrebbe quindi essere trasformata in una merce sui mercati internazionali a disposizione solo di chi ha le risorse per acquistarla.
Questi sono solo due esempi di quanto sta avvenendo in preparazione dell’EXPO. Scriveva Vandana Shiva: “Expo avrà un senso solo se parteciperà chi s'impegna  per la democrazia del cibo, per la tutela della biodiversità, per la difesa degli interessi degli agricoltori e delle loro famiglie e di chi il cibo lo mette in tavola. Solo allora Expo avrà un senso che vada oltre a quello di grande vetrina dello spreco o, peggio ancora, occasione per vicende di corruzione e di cementificazione del territorio.”

“Nutrire il Pianeta, Energia per la vita.” recita il logo di Expo. Ma Expo è diventata una delle tante vetrine per nutrire la multinazionali, non certo il pianeta.
Come si può pensare infatti di garantire cibo e acqua a sette miliardi di persone affidandosi a coloro che del cibo e dell’acqua hanno fatto la ragione del loro profitto senza prestare la minima attenzione ai bisogni primari di milioni di persone?
Expo si presenta come la passerella delle multinazionali agroalimentari, proprio quelle che detengono il controllo dell'alimentazione di tutto il mondo, che producono quel cibo globalizzato o spazzatura, che determina


contemporaneamente un miliardo di affamati e un miliardo di obesi. Due facce dello stesso problema che abitano questo nostro tempo: la povertà, in aumento non solo nel Sud del mondo ma anche nelle nostre periferie sempre più degradate. Expo non parla di tutto ciò.
Non parla di diritto all'acqua potabile e di acqua per l'agricoltura familiare. Non parla di diritto alla terra e all'autodeterminazione a coltivarla.

Non si rivolge e non coinvolge i poveri delle megalopoli di tutto il mondo, non si interroga su cosa mangiano, non parla ai contadini privati della terra e dell'acqua, scacciati attraverso il Land e Water grabbing, (la cessione di grandi estensioni di terreno e di risorse idriche a un paese straniero o ad una multinazionale), espulsi dalle grandi dighe, dallo sviluppo dell'industria estrattiva ed energetica, dalla perdita di sovranità sui semi per via degli OGM e costretti quindi a diventare profughi e migranti.
E non cambia certo la situazione qualche invito a singoli personaggi della cultura provenienti da ogni angolo della terra e impegnati nella lotta per la giustizia sociale. Al massimo serve per creare qualche diversivo.
In Expo a fianco della passerella delle multinazionali si dispiega la passerella del cibo di “eccellenza”. Expo parla solo alle fasce di popolazione ricca dell'occidente e questo ne fa oggettivamente la vetrina dell'ingiustizia alimentare del mondo,   nella quale la povertà si misurerà nel cibo: in quello spazzatura per le grandi masse e in quello delle eccedenze e degli scarti per i poveri.
In questi mesi, di fronte a tutto quello che è accaduto nella nostra città, dall’illegalità allo sperpero di ingenti risorse economiche per l’organizzazione di Expo in una città dove la povertà cresce quotidianamente e che avrebbe urgenza di ben altri interventi, noi abbiamo maturato un giudizio negativo su Expo.
Ma come cittadini non posiamo fuggire la responsabilità di impegnarci affinché l’obiettivo di “Nutrire il pianeta” possa essere meno lontano.
Per questo avanziamo a lei e alle autorità politiche ed amministrative che stanno organizzando Expo alcune precise richieste.
Il Protocollo mondiale sulla nutrizione che lei intende lanciare, pur dicendo anche alcune cose condivisibili, evitando i nodi di fondo, rimane tutto all’interno dei meccanismi iniqui che hanno generato l’attuale situazione . Noi le chiediamo di porre al centro la sovranità alimentare e il diritto alla terra negati dallo strapotere e dal controllo delle multinazionali in particolare quelle dei semi.
Chiediamo che sia affermata una netta contrarietà agli OGM che sono il paradigma di questa espropriazione della sovranità dei contadini e dei cittadini, il perno di un modello globalizzato di agricoltura e di produzione di cibo che inquina con i diserbanti, consuma energia da petrolio, è idrovoro e contribuisce al 50% del riscaldamento climatico.


Le chiediamo che venga affermato il diritto all'acqua potabile per tutti attraverso l’approvazione di un Protocollo Mondiale dell’acqua, con il quale si concretizzi il diritto umano all’acqua e ai servizi igienico sanitari sancito dalla risoluzione dell’ONU del 2011.
Chiediamo che vengano rimessi in discussione gli accordi di Partnership tra Expo e le grandi multinazionali, che, lungi dal rappresentare una soluzione, costituiscono una delle ragioni che impediscono la piena realizzazione del diritto al cibo e all’acqua.
Chiediamo che si decida fin d'ora il destino delle aree di Expo non lasciandole unicamente in mano alla speculazione e agli appetiti della criminalità organizzata e che, su quei terreni, venga indicata una sede per un’istituzione internazionale finalizzata a tutelare l’acqua, potrebbe essere l’Authority mondiale per l’acqua, e il cibo come beni comuni a disposizione di tutta l’umanità. Una sede dove i movimenti sociali come i Sem Terra, Via Campesina, le reti mondiali dell’acqua, le organizzazioni popolari e i governi locali e nazionali discutano: la politica per la vita.
Una sede nella quale la Food Policy diventi anche Water Policy, dove si discuta la costituzione di una rete di città che assumano una Carta dell’acqua e del Cibo, nella quale si inizi a concretizzare localmente la sovranità alimentare, il diritto all’acqua, la sua natura pubblica, la non chiusura dei rubinetti a chi non è in grado di pagare, la costituzione di un fondo per la cooperazione internazionale verso coloro che non hanno accesso all’acqua potabile nel mondo.
Una sede nella quale alle istituzioni e ai movimenti sociali, venga restituita la sovranità sulle scelte essenziali che riguardano il futuro dell’umanità.


"La Terra ha abbastanza per i bisogni di tutti, ma non per l'avidità di alcune persone” affermava Gandhi. E questa verità oggi è più che mai attuale e ci richiama alla nostra responsabilità, ognuno per il ruolo che svolge.

Moni Ovadia, Vittorio Agnoletto, Mario Agostinelli, Piero Basso, Franco Calamida, Massimo Gatti, Antonio Lareno, Antonio Lupo, Emilio Molinari, Silvano Piccardi, Paolo Pinardi, Basilio Rizzo, Erica Rodari, Anita Sonego, Guglielmo Spettante.

Milano 21 gennaio 2015.

Le adesioni alla lettera aperta, sia individuali che collettive, vanno comunicate al seguente indirizzo mail:
  CostituzioneBeniComuni:  costituzionebenicomuni@gmail.com


In questa pagina web verrà riportato l'elenco delle adesioni:         www.facebook.com/events/445550245598421/?source=1