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mercoledì 9 marzo 2016

12 marzo 2016 CONTROLAGUERRA

Non necessariamente il canonico corteo, ma presidi davanti ai comuni, basi militari, caserme, “banche armate”, coinvolgimento dei sindaci,  incontri nelle scuole, nelle municipalità, nelle parrocchie, flash mob, mostre, biciclettate, azioni dirette, striscioni, cartelli…  L’importante è che questi eventi siano percepiti – anche dai media e dai politici – come le prime maglie di una nuova, grande, Rete contro la guerra. Anche per questo è fondamentale che di tutte queste iniziative resti traccia, fotografie, video…Treia, Niscemi, Napoli, Milano,Ghedi, Chiomonte,Bologna,Faenza,Vicenza,Brescia,Verona,Gaeta,
Bari,Roma,Novara,Varese,Pisa,Moricone,Asti,Castelnuovo B.,Greve in Chianti,Rieti,Cagliari,Giugliano,Avellino,Catania,Urbino,Pomigliano,Caselle,Roma S.Lorenzo

PRC CASALETTI PRESENTE

Pubblicato da Rifondazione Comunista Paderno Dugnano alle 09:45 Nessun commento:
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lunedì 7 marzo 2016

CONTINUARE A LOTTARE NON ARRENDERSI MAI

8 MARZO 
non  significa  solo mimosa, ristorante,divertimento ma il momento in cui si tirano le somme.
Ora piu' che mai è necessario continuare a mantenere le poche conquiste che altre prima di noi hanno contribuito a portare avanti sino ai giorni nostri: dalla 194, alle retribuzioni adeguate, alle leggi contro le violenze.

8 MARZO - ORIGINI STORICHE E SIGNIFICATO DELLA GIORNATA INTERNAZIONALE DELLA DONNA
La giornata internazionale della donna è stata istituita per ricordare le conquiste economiche, sociali e politiche delle donne. Di conseguenza non è possibile dimenticare le violenze e le discriminazioni cui sono ancora fatte in molte parti del mondo. Sono passati più di cento anni dalla prima celebrazione e gran parte delle persone non sa più il vero motivo per il quale la commemorazione venga fatta proprio l’8 marzo. I più, forse, ricordano di una fabbrica che lavorava il cotone che ha preso fuoco negli U.S.A., all’inizio dello scorso secolo.
PERCHÈ L'8 MARZO?
All’inizio del secolo le celebrazioni per la giornata della donna non avvenivano in tutti i paesi e non avevano una data internazionale. Ogni paese aveva una data a se. Con lo scoppio della prima guerra mondiale le celebrazioni della giornata della donna furono interrotte in tutti i paesi coinvolti nel conflitto, finchè a San Pietroburgo, l’8 marzo 1917, le donne guidarono una grande manifestazione che rivendicava la fine della guerra. Il 14 giugno 1921 la seconda conferenza internazionale delle donne comuniste fissò all’8 marzo la “Giornata Internazionale dell’operaia”.
IN ITALIA.
In Italia la Giornata internazionale della donna si tenne per la prima volta soltanto nel 1922, per iniziativa del Partito Comunista d’Italia, che volle celebrarla il 12 marzo, in quanto prima domenica successiva all’ormai storico 8 marzo. Verso la fine della seconda guerra mondiale a Roma si formò l’UDI, unione Donne in Italia, per iniziativa di donne appartenenti al PCI, al PSI, al Partito d’Azione, alla Sinistra cristiana e alla Democrazia del Lavoro. Fu proprio l’UDI a prendere l’iniziativa di celebrare, l’8 marzo 1945, la prima giornata della donna nelle zone dell’Italia libera. L’anno successivo la Giornata della Donna venne celebrata in tutta Italia.
LA PERDITA DELLA MEMORIA STORICA.
La connotazione fortemente politica della Giornata della donna, l’isolamento politico della Russia e del movimento comunista e, infine, le vicende della seconda guerra mondiale, contribuirono alla perdita della memoria storica delle reali origini della manifestazione. Così, nel dopoguerra, cominciarono a circolare versioni più o meno fantasiose, secondo le quali l’8 marzo avrebbe ricordato la morte di oltre cento operaie nel rogo di una fabbrica di camicie. Altre versioni citano violente repressioni o scioperi verificatisi in altre città degli Stati Uniti d’America.
LA FABBRICA CHE PRESE FUOCO.
La tragedia della fabbrica e dei lavoratori divorati dalle fiamme è, in effetti, un fatto realmente accaduto, ma la data non è quella che ricordiamo. Era il 25 marzo 1908 a New York quando la fabbrica della Triangle Company andò interamente a fuoco uccidendo 146 lavoratori, in gran parte donne. L’8 marzo però non nacque per ricordare questa tragedia.
LA MIMOSA.
La comparsa della mimosa risale al 1946 quando, per iniziativa di Teresa Noce, Rita Montagnana e Teresa Mattei, tre esponenti del Partito Comunista Italiano, si decise di adottare come simbolo della Giornata della Donna la mimosa, pianta che fiorisce proprio nei primi giorni di marzo.
Pubblicato da Rifondazione Comunista Paderno Dugnano alle 12:37 Nessun commento:
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venerdì 4 marzo 2016

L'ALTRA PADERNO DUGNANO ALLA FIERA DI PRIMAVERA

L'Altra Paderno Dugnano sarà presente con il proprio banchetto alla Fiera di Primavera
Un banchetto informativo sul referendum del 17 aprile ed anche propositivo per la raccolta di firme contro il fascismo .Ecco una breve descrizione sulla raccolta firme:
"Si chiede l’immediato scioglimento di tutte le organizzazioni neofasciste e neonaziste, da Forza nuova a Casa Pound a Lealtà Azione alla Comunità militante dei dodici raggi e consimili, che traggono ispirazione dal passato ventennio mussoliniano come dal nazismo e che assumono come modelli di riferimento organizzazioni terroristiche e antisemite dello scorso secolo, come la Guardia di Ferro rumena e Le croci frecciate ungheresi.
Diversi esponenti di questi stessi raggruppamenti sono stati in questi anni protagonisti di atti apologetici del fascismo, violenze gravissime, spesso a sfondo razziale, e per queste ragioni condannati dalla giustizia ordinaria.
La volontà da parte di dette formazioni di ricostituire nel presente il partito fascista, contravvenendo alla legge, è un dato inconfutabile.
La stessa Corte di Cassazione, l’8 gennaio 2010 (sentenza 19449 Quinta sezione penale), riguardo Forza nuova, ribadiva la natura «nazifascista»dell’organizzazione."

 Mentre per quanto riguarda il 17 aprile ormai vicinissimo i cittadini riceveranno approfondimenti su cio' di cui Tv e giornali non  parlano,  ci sarà un REFERENDUM, in tutta ITALIA  e TUTTI saremo chiamati a difendere il nostro mare. 
L'Altra Paderno Dugnano aspetta tutti per un saluto ed anche per un  sano confronto democratico su tematiche importanti

Pubblicato da Rifondazione Comunista Paderno Dugnano alle 09:22 Nessun commento:
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MORTI SUL LAVORO E SULLE STRADE





Pubblichiamo dall'Osservatorio Indipendente di Bologna la situazione aggiornata dei morti sul lavoro e sulle strade.
"Con le morti sulle strade e in itinere si superano i 170 morti complessivi
Morti per infortuni sui luoghi di lavoro nel 2016 per regione e provincia." Dati che a soli 3 mesi dall'inizio 2016 fanno venire i brividi, morti di cui ci si occupa poco poichè non fanno notizia.

"Consigliamo a tutti quelli che si occupano di queste tragedie di separare chi muore per infortuni sui luoghi di lavoro, da chi muore sulle strade e in itinere con un mezzo di trasporto. I lavoratori che muoiono sulle strade e in itinere sono a tutti gli effetti morti per infortunio sul lavoro, ma richiedono interventi completamente diversi dai lavoratori morti sui luoghi di lavoro.
Veneto 9 Venezia (1), Belluno (), Padova (3), Rovigo (), Treviso (2), Verona (), Vicenza (3). Toscana 7 Firenze (), Arezzo () , Grosseto () , Livorno (1), Lucca (1), Massa Carrara (2), Pisa (1), Pistoia (1) , Siena (1) Prato (). Sicilia 6 Paler-mo (), Agrigento (3), Caltanissetta (1), Catania (1), Enna (), Messina (), Ragu-sa (1), Siracusa () , Trapani (). Emilia-Romagna 6 Bologna (2). Forlì-Cesena (), Ferrara (), Modena (2) , Parma (), Piacenza (1) , Ravenna (), Reggio Emilia (1), Rimini (). Piemonte 6 Torino (2), Alessandria (1), Asti (2), Biella (), Cuneo (1), Novara (), Verbano-Cusio-Ossola () , Vercelli (). Trentino-Alto Adige 5 Trento (3), Bolzano (2). Sardegna 5 Cagliari (2), Carbonia-Iglesias (), Medio Campisano (), Nuoro (), Ogliastra (), Olbia-Tempio (), Oristano (1), Sassari (2). Marche 5 Ancona (1), Macerata (2), Fermo (), Pesaro-Urbino (), Ascoli Pi-ceno (1). Lazio 5 Roma (2), Viterbo (1) Frosinone (1) Latina (1) Rieti (). Lom-bardia 5 Milano (), Bergamo (2), Brescia (2), Como (1), Cremona (), Lecco (), Lodi (), Mantova (), Monza Brianza ( ), Pavia (), Sondrio (), Varese () . Cam-pania 4 Napoli (3), Avellino (), Benevento (), Caserta (), Salerno (1). Puglia 4 Bari (), BAT (), Brindisi (), Foggia (1), Lecce (1), Taranto (2). Abruzzo 3 L'A-quila (1), Chieti (1), Pescara, () Teramo (1). Umbria 3 Perugia () Terni (3). Ca-labria 2 Catanzaro (), Cosenza (1), Crotone (), Reggio Calabria (1) , Vibo Va-lentia (). Liguria 2 Genova (1), Imperia (1) , La Spezia () , Savona (). Friuli-Venezia Giulia 1 Trieste, Gorizia (), Pordenone (1) , Udine (). Molise1 Campo-basso (1), Isernia (). Basilicata Potenza () Matera () Valle D’Aosta () I lavora-tori morti sulle autostrade, all’estero e in mare non sono segnalati a carico del-le province-
Morti sul lavoro nel 2015
Le morti sulle autostrade, all’estero e in mare non sono segnalate nelle provin-ce
SONO STATI 678 I MORTI PER INFORTUNI SUI LUOGHI DI LAVORO nel 2015
CONTRO I 661 del 2014 +2,6%
ERANO 637 nel 2008 +6,1%
I MORTI SUL LAVORO NON SONO AUMENTATI SOLO QUEST'ANNO COME STIMATO DALLE DENUNCE INAIL. NOI REGISTRIAMO UN AUMENTO SIGNIFICATIVO ANCHE RISPETTO AL 2008, ANNO DI APERTURA DELL'OSSERVATORIO.
Con le morti sulle strade e in itinere si superano i 1400 morti complessivi (sti-ma minima).
Morti per infortuni sui luoghi di lavoro nel 2015 per regione e provincia in or-dine decrescente delle morti.
Lombardia 77 Milano (10), Bergamo (12), Brescia (24), Como (3), Cremona (3), Lecco (2), Lodi (2), Mantova (3), Monza (2) , Brianza, Pavia (6), Sondrio (6), Varese (5) . Toscana 68 Firenze (9), Arezzo (8) , Grosseto (11) , Livorno (5), Lucca (4), Massa Carrara (9) , Pisa (7), Pistoia (6) , Siena (2) Prato (6). Veneto 55 Venezia (7), Belluno (2), Padova (6), Rovigo (5), Treviso (7), Verona (9), Vicenza (19). Campania 52 Napoli (13), Avellino (3), Benevento (9), Caser-ta (7), Salerno (19). Sicilia 46 Palermo (15), Agrigento (5), Caltanissetta (4), Catania (4), Enna , Messina (6), Ragusa (3) , Siracusa (5) , Trapani (5). Pie-monte 45 Torino (16), Alessandria (5), Asti (3), Biella (4), Cuneo (10), Novara (1) , Verbano-Cusio-Ossola (1) , Vercelli (2). Lazio 39 Roma (19) Frosinone (6) , Latina (2) , Rieti (2), Viterbo (10). Puglia 38 Bari (19), BAT (4), Brindisi (4), Foggia (4), Lecce (3), Taranto (4) Emilia-Romagna 32 Bologna (6) . Forlì-Cesena (3), Ferrara (3) , Modena (6) , Parma (2), Piacenza (3) , Ravenna (4), Reggio Emilia (3), Rimini (2). Abruzzo 31 L'Aquila (9), Chieti (10), Pescara, (3) Teramo (8). Trentino-Alto Adige 24 (50) Trento (10), Bolzano (14). Marche 19 Ancona (6), Macerata (2), Fermo (3), Pesaro-Urbino (3), Ascoli Piceno (5). Calabria 21 Catanzaro (6), Cosenza (6), Crotone (3), Reggio Calabria (3) , Vi-bo Valentia (3). Liguria 14 Genova (3), Imperia (2) , La Spezia (6) , Savona (3). Friuli-Venezia Giulia 15 Trieste , Gorizia (1) , Pordenone (7) , Udine (5). Umbria 14 Perugia (11) Terni (3). Molise 12 Campobasso (11), Isernia (1). Sardegna 12 Cagliari (5), Carbonia-Iglesias (1) , Medio Campisano (2), Nuoro , Ogliastra (1), Olbia-Tempio (1), Oristano (3), Sassari. Basilicata 8 Potenza (4) Matera (4) Valle D’Aosta 2
I lavoratori morti sulle autostrade, all’estero e in mare non sono segnalati a carico delle province.
L’INAIL nel 2014 ha riconosciuto complessivamente 662 morti sul lavoro, di questi il 52% sono decessi in itinere e sulle strade ma le denunce per infortuni mortali sono state 1107. Crediamo che anche per il 2015 ci siano più o meno le stesse percentuali. Nel 2015 tra gli assicurati INAIL sembra ci sia stata un'in-versione di tendenza, per la prima volta dopo tantissimi anni questo Istituto vede aumentare le denunce per infortuni mortali, questo nei primi dieci mesi del 2015. Ma le denunce non comportano necessariamente un riconoscimento dell'infortunio. Sta a noi che svolgiamo un lavoro volontario, senza interesse di nessun tipo, far conoscere anche questo aspetto ai cittadini italiani.
Qui sotto riportiamo i grafici che riteniamo utili per comprendere l'andamento di queste tragedie nel 2015."


Pubblicato da Rifondazione Comunista Paderno Dugnano alle 09:03 Nessun commento:
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mercoledì 2 marzo 2016

MANIFESTAZIONE NAZIONALE CONTRO LA GUERRA

Riportiamo il documento che invita alla manifestazione nazionale del 12 marzo 2016 contro la guerra e che vedrà partecipe la sezione PRC Casaletti di Paderno Dugnano

Il nostro paese è in guerra. Questo è il primo fatto chiaro che va denunciato e su cui vogliamo chiamare alla mobilitazione per rompere il muro di bugie della propaganda del circo mediatico di regime.
Siamo in guerra, assieme alla NATO e a tutto il cosiddetto Occidente, da 25 anni. Nonostante i milioni di morti, le devastazioni e le migrazioni bibliche provocate da questi interventi, il nostro come gli altri governi progettano e organizzano nuove imprese militari. Queste nuove imprese sono però inserite in un quadro diverso, nella Grande Crisi che attraversa il mondo da quasi dieci anni, nelle crescenti frizioni che questa crisi sta determinando tra poli e blocchi mondiali. Non sono più semplicemente guerre neocoloniali di espansione e stabilizzazione, ma si stanno trasformando in guerre di egemonia e sopravvivenza. In questo contesto, in questa competizione tra potenze, si determinano le guerre per procura successive alle primavere arabe: il massacro siriano, l’espansione dell’IS, la frammentazione della Libia, con i suoi fronti confusi e sempre in cambiamento.
La loro guerra, come dimostrano i fatti di Parigi, torna anche nelle nostre città, nelle nostre strade, nei nostri luoghi di ritrovo. Le loro guerre non solo producono miseria, morte e sconvolgimenti sociali che sono la causa dell'esodo migratorio, ma stanno rendendo l'Europa e il nostro paese una caserma autoritaria, dove gli spazi di libertà e di agibilità democratica vengono drasticamente ridotti. La Francia ha costituzionalizzato uno stato d'emergenza che colpisce libertà fondamentali, nate in quel paese. Paese ove ora per legge si toglie la cittadinanza a chi è accusato di terrorismo e ha origini etniche e religione diverse da quelle dei cittadini "puri". Torna in Europa così il razzismo di stato, mentre in Danimarca per legge si rapinano i profughi scesi dai barconi e la Svezia si prepara a espellere, cioè a deportare verso fame e morte, 80000 Migranti.
L'Unione Europea in guerra produce orrore e lo usa per giustificare sia la distruzione della democrazia sia le politiche di austerità. Si possono sforare i criminali vincoli del fiscal compact per comprare armi, ma non per costruire ospedali o scuole. UE e Nato, austerità e guerra sono oramai la stessa cosa.
Noi esprimiamo solidarietà e sostegno a tutti i popoli oppressi in lotta, a partire da quello curdo e palestinese, ma rifiutiamo la guerra e il coinvolgimento del nostro paese in essa.
Invece la decisione del governo Renzi di preparare e prima o poi fare la guerra in Libia ci espone a tutti i rischi terribili che abbiamo visto realizzarsi in altri paesi. Sempre più pesanti e costose sono le nostre missioni militari all'estero, da ultima quella di 1000 militari in Iraq, anche a protezione di affari privati. Intanto il nostro territorio viene militarizzato e avvelenato dagli strumenti di guerra. Si installano nuove terribili bombe termonucleari, si installano radar nocivi, si inquinano intere aree, si organizzano esercitazioni che mettono in prima linea intere città. Si comprano bombardieri e altre armi di distruzioni di massa mentre le si commercia in tutto il mondo.
Tutto il nostro paese è sempre più coinvolto nei danni, nei costi e nei nuovi crescenti rischi della guerra. Per questo bisogna mobilitarsi prima che si troppo tardi, per fermare la guerra e le politiche di distruzione della democrazia e dei diritti sociali che l'accompagnano. Bisogna farlo con tutta la forza e la determinazione possibile nel caso in cui l'Italia fosse per la quinta volta nella sua storia trascinata in una sciagurata guerra in Libia. Ma in ogni caso bisogna costruire una resistenza che risponda all'assuefazione alla guerra che ci stanno somministrando.
È necessaria una mobilitazione diffusa e permanente contro la guerra esterna e contro la guerra sociale interna che banche, multinazionali, interessi industrial militari vogliono imporci. Bisogna che l'Italia esca dalla NATO, alleanza che oggi non ha più alcuna giustificazione politica e morale.
Manifestiamo per:
La fine immediata di ogni partecipazione italiana alle guerre in corso, con il ritiro delle truppe da esse e il ripristino dell'articolo 11 della Costituzione.
Lo smantellamento delle basi e delle servitù militari, il rispetto del trattato di non proliferazione nucleare, la fine del commercio delle armi.
L'uscita dell'Italia dalla Nato e da ogni alleanza di guerra. L'Italia deve diventare un paese neutrale per contribuire alla pace.
La fine delle politiche persecutorie e xenofobe contro i migranti.
La fine delle politiche di austerità e del sistema di potere UE che le impone.
La cancellazione delle leggi securitarie che in tutta Europa nel nome della guerra al terrorismo stanno costruendo uno stato di polizia.
IL 12 MARZO IN TUTTA ITALIA MANIFESTIAMO CONTRO LA GUERRA DI FRONTE ALLE BASI E ALLE SEDI DELLA GUERRA.
COORDINAMENTO CONTRO LA GUERRA, LE LEGGI DI GUERRA, LA NATO.
PROMOTORI
Aldo Silvano Giai, Nicoletta Dosio, Fulvio Perini, Alberto Perino, Bianca Riva, Cellerina Cometto, Mira Mondo, Eugenio Cantore, Eleonora Cane, Claudio Cancelli, Valentina Cancelli, Domenico Bruno, Franco Olivero Fugera, Italo Di Sabato, Valentina Colletta, Emanuele D'Amico, Danilo Ruggieri, Manuela Palermi, Ernesto Screpanti, Nella Ginatempo, Fabio Frati, Fabrizio Tomaselli, Stefano Zai, Giorgio Cremaschi, Gianpietro Simonetto, Emiddia Papi, Mauro Casadio, Aldo Romaro, Paola Palmieri, Francesco Olivo, Michele Franco, Sergio Cararo, Luigi Marinelli, Franco Russo, Ugo Boghetta, Sandro Targetti, Leonardo Mazzei, Francesco Piccioni, Marco Santopadre, Selena Difrancescoantonio, Marco Tangocci, Giovanni Bacciardi, Vasapollo Luciano, Valter Lorenzi, Antonio Allegra, Dino Greco, Beppe Corioni, Moreno Pasquinelli, Guido Lutrario, Loretta Napoleoni, Gualtiero Alunni, Anastasi Dafne, Nico Vox, Carlo Formenti, Dario Filippini, Antonella Stirati, Maria Pia Zanni, Lorenzo Giustolisi, Sabino Derazza, Enzo Miccoli, Loredana Signorile, Mara Manzari, Roberto Vallocchia, Monica Natali, Luca Massimo Climati, Laura Scappaticci, Patrick Boylan, Sergio Bellavita, Ezio Gallori,
Movimento NO TAV, Piattaforma Sociale Eurostop, Unione sindacale di Base, Centro Sociale 28 Maggio Brescia, Ross@, Campagna Noi Restiamo, Fronte Popolare, Noi Saremo Tutto, City Strike Genova NST, Collettivo Putilov Firenze, Rete NoWar, Economia per i Cittadini, Contropiano, Partito Comunista d’Italia, Rifondazione comunista Molfetta, Programma 101, Rete dei Comunisti, Partito della Rifondazione Comunista, Partito Comunista dei Lavoratori, NO MUOS Milano, Comitato Difesa Sociale Cesena, Circolo agorà di Pisa, Comitato No Guerra No NATO Brescia, Area Opposizione Cgil, Sinistra Anticapitalista, Carc,

Pubblicato da Rifondazione Comunista Paderno Dugnano alle 10:02 Nessun commento:
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SCOPIAMO VIA MARONI!


Ieri 1 marzo 2016 una delegazione del PRC ha stazionato davanti al Pirellone per chiedere le dimissioni di Maroni ....armati di ramazze per far pulizia!!!! 

Pubblicato da Rifondazione Comunista Paderno Dugnano alle 09:58 Nessun commento:
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martedì 1 marzo 2016

REFERENDUM VOTA SI CONTRO LE TRIVELLAZIONI


Pubblicato da Rifondazione Comunista Paderno Dugnano alle 12:07 Nessun commento:
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