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sabato 28 febbraio 2015

Oscar Misin compagno di Rifondazione Comunista di Samarate - ecco un ricordo a lui dedicato della figlia Chiara

GLI STRUZZI

“Il mio papà è volato in cielo”. E’ la frase detta ai bambini per cercare di spiegare loro con ingenua incredulità eventi che persino per noi adulti sono indefinibili.
E mentre sono lì a guardare mio padre che esala gli ultimi respiri, fino al respiro Estremo, la mia mente confusa comincia a dirigere il pensiero a me come figlia e bambina. I ricordi, mentre guardo in faccia a sofferenza e dolore, crescono e si associano. Mi rendo conto di un grottesco e terribile fil rouge che li accomuna: AMIANTO.
Fin da bambina ne sentivo parlare. Fin da quando mio padre, operaio e capoturno presso la Centrale Enel di Turbigo, per protesta riuscì a fermare l’intera centrale per far emergere fortemente il problema dei lavoratori esposti. E questo in periodo di promozioni lavorative, cosa che a lui costò addirittura una retrocessione. Mio padre, tuttavia, uomo di coraggio e orgoglio e per me esempio di correttezza, non lo ha mai raccontato direttamente. Io l’ho appreso crescendo e da racconti di altri che hanno sempre parlato di lui nello stesso modo in cui lo vedevo io. Gli stessi racconti mi portano, nel mio ricordo che incede inesorabile, alla me adolescente, che vede il proprio padre, orgoglioso del suo operato, iniziare finalmente la sua meritata pensione. Ed il suo impegno. Ancora più attivo, ancora più convinto e ancora più forte nella lotta contro le morti sul lavoro e di lavoro, soprattutto a causa dell’amianto, a partire dalla diretta vicinanza con i colleghi esposti ed ammalati tramite il supporto personale, sino ad arrivare alla costituzione di AIEA (Associazione Nazionale Esposti Amianto), che ad oggi esiste anche grazie a lui e che insieme a lui ha lottato e  lotta al fine di avere una legislazione chiara, precisa e coerente sulle bonifiche e sui risarcimenti alle vittime anche e soprattutto ex causa (fuori da un processo costituito).
E, nel mio turbine di pensieri, cresco fino ad essere una ragazzina spensierata che guarda il proprio padre impegnarsi in riunioni e discussioni insieme ai colleghi di AIEA, prendere contatti con altre Associazioni come MEDICINA DEMOCRATICA, lottare insieme a loro fuori dal senato per chiedere che le leggi costituite diventassero attuative, vestito da scheletro a urlare che l’amianto uccide e a proclamare con striscioni e cartelli la fine delle morti per profitto.
Sempre più colleghi si ammalano e periscono. Lui è sempre lì. Con loro fino all’ultimo. Conosce. Apprende cosa significa. Sa.
Nelle sue profonde convinzioni e motivazioni, quella che più lo spinge è che TUTTI SAPPIANO, tutti conoscano il problema, ne prendano atto e si informino perché l’AMIANTO E’ DAPPERTUTTO! Anche in posti impensati ed impensabili.
“Il mondo deve sapere e deve comprendere! Non si può mettere la testa sotto la sabbia!”. “SIAMO TUTTI ESPOSTI!”. Sono sempre state le sue parole. Ecco perché ha da sempre voluto che nei comuni si costituissero gli SPORTELLI AMIANTO: per informare ogni cittadino, lavoratore e non, esposto direttamente e non.
Crescendo, ho sempre notato che solo qualche sporadico caso è emerso agli occhi della cronaca. Come se l’amianto fosse un problema di pochi o esclusivo di qualche categoria.
Con la sua lotta mio padre ha sempre voluto dimostrare che NON E’ COSI’!
…E ora che sono donna lo vedo morire.
Ripiombo nella realtà e ora so.
Questa è la mia eredità. Far conoscere, trasmettere, informare, combattere.
Ora la sezione AIEA di Turbigo è titolata a lui: Sezione AIEA “OSCAR MISIN”.
Dopo anni di lotte e dopo tante vite perse siamo arrivati il 15 Maggio 2013 al processo.
Sconfitto da mesotelioma, il mio papà è volato in cielo. Ma in fondo ha vinto tutte le battaglie che ha combattuto!


C.M.

Sentenza processo Enel di Turbigo - comunicato aiea sez. di Paderno Dugnano





Oggi abbiamo subito  l’ennesima ingiustizia all’interno di un  tribunale  di questo paese.
Tutti assolti per non aver commesso il reato i sei dirigenti della centrale termoelettrica di Turbigo in provincia di Milano , accusati per la morte di 8 lavoratori per mesotelioma pleurico causato dall’esposizione all’amianto per la totale assenza di misure di sicurezza.
Tutti innocenti nonostante le testimonianze e le documentazioni presentate durante il processo.
Del resto abbiamo visto quello che è successo a Roma per il processo Eternit, la cassazione ha cancellato la condanna a 18 anni nei confronti del magnate dell’amianto Schmidheiny per prescrizione e la nostra preoccupazione è rivolta alle prossime sentenze dei vari processi per amianto in arrivo nelle prossime settimane : Pirelli, Breda termomeccanica, Alfa Romeo, Ansaldo di Legnano.

Queste sentenze vengono emesse nel nome del popolo italiano e questa è l’ennesima beffa perché dovrebbero essere emesse in nome del profitto.
Non nel mio nome non nel nome dei nostri padri, madri fratelli e sorelle morti tra atroci sofferenze a causa del mesotelioma pleurico.

Per invogliare gli imprenditori ad investire in questo paese dobbiamo dare loro licenza di uccidere, lavoro in cambio di salute.
C’è un disegno politico preciso dietro a queste vergognose sentenze, un disegno che rientra nel quadro di questa politica venduta al liberismo più sfrenato, una politica che toglie i diritti ai lavoratori (jobs act) , mette mano alla Costituzione e vuole togliere lacci e lacciuoli (eliminando le norme che tutelano la sicurezza nei luoghi di lavoro e nell’ambiente come l’art. 41) .

Oscar Misin è una delle 8 Vittime della centrale di Turbigo, che si è sempre battuto contro l’esposizione all’amianto che ha dovuto subire insieme ai suoi compagni di lavoro.  E’ stato uno dei fondatori dell’Associazione Italiana Esposti Amianto e ha dato il suo contributo fino a quando la malattia ha stroncato la sua vita.
Dopo la morte di mio padre per mesotelioma pleurico, lui ed Emilio Pampaluna (anche lui ex dipendente della centrale , coofondatore dell’aiea ) mi hanno sostenuto in quel momento di grande dolore ed aiutato a costituire la sezione padernese dell’associazione.
Ricordo ancora la telefonata di Oscar all’inizio dell’estate del 2011 : “Ciao Lorena sai ho fatto le lastre e mi hanno trovato l’acqua nei polmoni” –  ho sentito un colpo al cuore, erano le stesse parole di mio padre che mi disse al telefono sei anni prima, mentre ero a Roma a manifestare per il contratto dei metalmeccanici.
Oscar morirà nel febbraio del 2012.
Lo voglio ricordare con questa foto che lo ritrae durante una manifestazione di solidarietà nei confronti dei 4 lavoratori dell’Eureco di Paderno Dugnano morti bruciati vivi in un terribile rogo provocato dalla assoluta mancanza di sicurezza in quella fabbrica, tenutasi nel novembre 2010 qualche giorno dopo la tragedia.
Anche per quei 4 lavoratori e altri 4 feriti non c’è stata giustizia. Il titolare Giovanni Merlino è stato condannato a soli 5 anni per omicidio plurimo colposo ed è libero di circolare indisturbato in attesa dell’appello mentre solo due lavoratori sono stati risarciti.


Oscar e i suoi compagni non hanno avuto giustizia, ma non ci arrendiamo,  continueremo lottare anche per loro.


Lorena Tacco
a.i.e.a. sez. di Paderno Dugnano

Quando c'erano le fabbriche

Il 20 febbraio la sezione del circolo Casaletti di Rifondazione Comunista ha visto un'intensa partecipazione all'incontro "Quando c'erano le fabbriche". Uno spaccato di storia contemporanea rappresentata dagli uomini che negli anni 70-80 agirono sul nostro territorio padernese.Enzo Mambretti ex sindacalista ed anche consigliere comunale supportato da F. Arrigoni ex segretario regionale Fiom e V.Tanzi ex responsabile di zona Fiom.
Un dibattito interessante, mai noioso, con intensa partecipazione di pubblico moderato da Francesco Englaro che ha condotto una serata frizzante  che ha regalato momenti non solo dedicati al ricordo ma anche all'attualità. La nostra città pesantemente compromessa da una profonda crisi lavorativa alcuni anni addietro, aveva modelli di fabbriche che avevano visto un'evoluzione anche grazie al numero elevato di iscritti al sindacato. Migliorie e diritti furono fiore all'occhiello di parecchie aziende ormai scomparse. Oggi di tutto questo rimane ben poco e sul nostro territorio sopravvivono piccole realtà in cui i diritti e la rappresentanza sindacale fanno fatica ad emergere.
Commozione anche per la partecipazione del partigiano Gildo Negri, allora responsabile di una sezione Pci in cui collaborava proprio Enzo Mambretti.
Un ringraziamento doveroso a tutti coloro che hanno partecipato attivamente sia durante la serata che nella preparazione.



articolo Notiziario del 27 febbraio 2015





venerdì 27 febbraio 2015

Domani 28 febbraio Sentenza per i Morti da amianto della centrale termoelettrica di Turbigo





 Domani il tribunale di Milano emetterà la sentenza contro ex vertici dell’azienda di Stato, tra cui l’ex presidente Francesco Corbellini, e dirigenti e responsabili dello stabilimento, in relazione ad otto casi di operai morti per mesotelioma pleurico.
Il PM Maurizio Ascione ha chiesto sei condanne per omicidio colposo plurimo a pene comprese tra i due e gli otto anni e mezzo di carcere.
Secondo l’ipotesi della Procura, gli allora responsabili della centrale non avrebbero fornito ai lavoratori alcuna forma di protezione, dando seguito ad una scelta precisa di “politica aziendale” presa dagli allora vertici del colosso dell’energia. Secondo il pm, però, “già all’epoca c’erano evidenze scientifiche” sul pericolo dell’amianto e, tuttavia, l’Enel e la centrale “non misero a disposizione degli operai né guanti, né mascherine facciali per ridurre il rischio di esposizione”. Il pm ha sottolineato come tra il 1930 e il 1979 alla centrale di Turbigo ci fu “un’elevata esposizione all’amianto e solo a partire dagli anni Ottanta incominciarono ad essere introdotte alcune misure, ma in modo goffo”. E così “la massima azienda di produzione di energia con vertici nominati dal Governo, e quindi rappresentanti dello Stato, non ha mai utilizzato in quegli anni tecnologie per proteggere la salute degli operai, malgrado il legislatore gliele avesse messe a disposizione anche prima del ’92, quando poi l’amianto venne messo al bando”.
In particolare, il pm ha chiesto 7 anni di carcere per Corbellini, presidente di Enel dal ’79 all’87, 8 anni e mezzo per Aldo Velcich, direttore di compartimento tra il ’73 e l”80, 5 anni e mezzo per Alberto Negroni, prima direttore di compartimento e poi tra l’84 e il ’92 dg di Enel. E poi ancora sono stati chiesti 4 anni per Paolo Beduschi, capo della centrale di Turbigo tra l’84 e il ’90, 3 anni per Paolo Chizzolini, ex direttore di compartimento, e 2 anni per Valeriano Mozzon, che fu capo centrale dal ’90 al ’92. Nel processo sono parti civili il Comune di Turbigo, l’Inail, Medicina Democratica e l’Associazione Esposti Amianto, mentre i familiari delle vittime hanno ritirato le costituzioni nel corso del procedimento dopo aver ottenuto risarcimenti extragiudiziali da parte di Enel. 
Questa è la prima delle sentenze che va a giudizio e influenzerà anche quelle che verranno nei prossimi mesi nei  tanti processi incardinati negli ultimi anni in Tribunale a Milano, con al centro morti per amianto e con alla sbarra ex manager di importanti aziende, dalla Pirelli alla Fiat-Alfa Romeo, dalla Franco Tosi alla Breda Termomeccanica

Rassegna Arte al Lavoro - "Chiamarlo amore non si può" iniziativa contro la violenza sulle donne


Tra poco più di una settimana si celebrerà ancora una volta la Festa della Donna.
Perché questa data sia un momento di riflessione e non una sterile ricorrenza, il nostro Circolo ha organizzato, nell’ambito della rassegna “Arte al Lavoro”, una serata incentrata sul tema della violenze sulle donne.
Sarà l'occasione per imparare, meditare e operare prendendo spunto dalla presentazione del libro:
 “Chiamarlo amore non si può”
23 racconti scritti da altrettante autrici per raccontare ai più giovani cos’è la violenza di genere, come si manifesta nella vita quotidiana e come prevenirla. 
Interverranno in rappresentanza delle scrittrici: la biologa e divulgatrice scientifica Chiara Segrè insieme alla psicologa Gaia Avella, le quali racconteranno la genesi e lo scopo del volume, l’importanza della sensibilizzazione e dell’educazione dei più giovani ad un rapporto maschio-femmina più equilibrato e sano, nonchè l’importante esperienza personale a contatto con donne vittime di abusi e violenze per dare loro supporto psicologico e legale.
L’appuntamento è per venerdì 6 marzo 2015, ore 21,00, presso il Circolo "Antonio Casaletti
via Cardinal Riboldi, 208 - Paderno Dugnano.
Vi aspettiamo numerosi!

giovedì 26 febbraio 2015

Presidio "Chiudiamo i cantieri della Rho-Monza"



Il Partito della Rifondazione Comunista, sezione "Antonio Casaletti" di Paderno Dugnano, solidale con le lotte e le iniziative del Comitato per l'Interramento della Rho-Monza, parteciperà attivamente al Presidio di sabato 28 Febbraio ore 10.00 in Via S. Michele ed invita tutti i padernesi a manifestare contro la realizzazione di due autostrade da 14 corsie in superficie nel centro della nostra città per evitare di compromettere la salute delle future generazioni e la devastazione del nostro territorio.


martedì 24 febbraio 2015

Sentenze amianto

Morire d'amianto, morire per aver lavorato, morire fra atroci sofferenze di mesotelioma pleurico.
 Il mese di novembre 2014 ha visto  la prescrizione del processo Eternit. Circa 3000 persone in quel di Casale Monferrato  non hanno avuto giustizia e l'imputato, il manager Schmidheiny innocente ,poichè risulta oggi un processo errato dove tutto era già prescritto prima del processo. Il milionario svizzero non è nemmeno responsabile per non aver bonificato le fabbriche dismesse e tutto il territorio ormai contaminato.Smisurata l'enormità del disastro ambientale recato a Casale!


Cosi' il pm Raffaele Guariniello , ha reso noto di aver richiesto un nuovo rinvio a giudizio  indirizzato sempre a Schmidheiny per omicidio volontario di 258 persone fra il 1989 e il 2014.Le aggravanti sarebbero: motivi abietti della volontà di profitto e del mezzo insidioso.
Ricordiamo che il picco di morti per mesiotelioma pleurico è stato ipotizzato avvenga a partire dal 2015 sino al 2020.
Sabato 28 febbraio 2015 un'altra sentenza in arrivo. Il processo per la morte di 8 operai all'Enel di Turbigo dove il pm Ascione ha chiesto tra i due e gli otto anni di carcere per sei ex manager Enel.I lavoratori deceduti fra il 2004 e il 2012 non avrebbero ricevuto materiali di protezione durante l'esposizione alle polveri per precise scelte di "politica aziendale"
L’Inail, il Comune di Turbigo, Medicina Democratica e l’Associazione Esposti Amianto,si sono costituite parti civili mentre i familiari delle vittime si sono ritirati dopo aver ricevuto risarcimenti Enel.
Ricordiamo i morti della Breda fucine , le lotte di Michele Michelino descritte nel   suo libro "Operai carne da macello" e non da ultimo il libro di Stefano Valenti "La fabbrica del panico"-Premio Campiello 2014 che sono vive testimonianze di tante persone normali che per aver lavorato o avendo avuto  contatto con le  polveri  d'amianto hanno perso la vita.
Il nostro territorio padernese non è esente dall'incubo amianto. Si è intervenuti ultimamente nella rimozione di alcuni tetti scolastici ma la strada per lo smaltimento è ancora lunga.La sezione Aiea (Associazione italiana esposti amianto ) è da lungo tempo presente con la sua responsabile Lorena Tacco che ha sempre richiesto alle varie amministrazioni locali l'impegno per un censimento minuzioso, visto anche l’obbligo normativo di denunciare da parte del privato di manufatti in eternit, e la bonifica totale degli spazi pubblici.
"Scrivere morire è impreciso e non basta:infatti di mesotelioma pleurico non si muore, si crepa e nel peggiore dei modi possibili. Chi non ha mai visto in faccia il mesiotelioma della pleura non puo' sapere. Non puo' nemmeno immaginare" Massimo Carlotto da Polvere- Amianto mai piu'