Pubblichiamo l'interessante post, apparso sulla pagina fb del Comitato per la Scuola Pubblica di Paderno Dugnano ,che lancia un forte messaggio all'attuale amministrazione ,per la sistemazione della scuole pubbliche , un problema che affligge la nostra città da diversi anni , ancora irrisolto.
Pare che invece le priorità siano ben altre, come quelle di costruire 3 palazzine in un parco pubblico abbandonando progetti di sistemazione aule scolastiche ormai al limite dell'agibilità. Il Comitato per la Scuola Pubblica pur all'inizio, sta dimostrando di lavorare nel ricercare soluzioni ,soprattutto evidenziando e denunciando problematiche che potrebbero divenire anche pericolose
PADERNO:LA GIUNTA CELEBRA L'ATTACCO DELLE OPPOSIZIONI CON IL SUO "MENZOGNA DAY"E PUBBLICA LA VARIANTE R3.
INTANTO LE SCUOLE CITTADINE SONO INAGIBILI.
POTREBBE IMPIEGARE IL TEMPO IN MODO PIU'SANO?
Parlavamo gia'un paio di mesi fa della Scuola Padernese (della frazione di Incirano) "La Casetta", gia'Scuola di Via Anzio.
Fra l'altro siamo, come genitori direttamente coinvolti nelle vicende
di questo Istituto che e'frequentato da Vincenzo da due anni.
Il
gia'ben noto e denunciato problema dei soffitti delle classi e'rimasto
"al suo posto"dall'ultimo articolo da noi pubblicato, nonostante dal
punto di vista metereologico la stagione appena trascorsa sia stata un
periodo particolarmente felice: caldo e secco per oltre un mese,
durante il quale ci si aspettava di vedere l'area transennata e gli
operai ai posti previsti.
Invece, con un vero e proprio scatto di
reni, fulmineamente in corrispondenza della violenta pioggia iniziata
domenica scorsa, guarda caso il lunedi'immediatamente dopo geometra e
manovali erano sul posto per un sopralluogo.
Ora, l'Amministrazione comunale parla di lavori rimandati a causa
proprio di avverse condizioni climatiche, cosa che appunto fa montare lo
scetticismo dei genitori dei bambini.
Tra un sopralluogo e la
comunicazione di certo inizio lavori corredata da circolare della
Dirigenza scolastica si sono verificate: comunicazioni via telefono, per
appuntamento presso l'Urp, dietro segnalazione via app MyPaderno e via
mail tra uno "zoccolo duro"di mamme giustamente combattive -che hanno
anche reclamato l'intervento del Sindaco in persona- e gli uffici
tecnici competenti del nostro Comune.
Le voci parlano anche di
inizio attivita'gia'programmato (senza guardare troppo le previsioni del
tempo...giustamente?evidentemente? ma come? Se poi dicono che con la
pioggia non si potra'lavorare!)proprio per il famoso lunedi', del
Sindaco che avrebbe eroicamente evitato la chiusura della scuola, di un
appalto assegnato e poi rifiutato da una Ditta in pochi giorni.
Mito
o verita', sta di fatto che la Scuola di Via Anzio si ritrova
attualmente con una classe inagibile, nella costrizione per le
insegnanti di suddividere i bambini aumentando il numero di presenze per
le classi rimaste aperte e con le proprie importanti
attivita'didattiche ed educative gravemente compromesse.
Da diverso
tempo, inoltre, problemi di infiltrazioni riguardano anche la Palestra
del complesso Scuola Primaria Mazzini adiacente la Scuola d'Infanzia: ci si puo'augurare di non assistere ad una nuova
certificazione di inagibilita'che vada ad ostacolare l'esercizio dello
sport dei ragazzi.
La vicenda e'solo l'ultima di una lunga serie:
Paderno puo'"vantarsi" di una serie di peripezie edilizie (come il
crollo della controsoffittatura della mensa delle scuole De Marchi, le
annose questioni dell'amianto di Calderara e del Villaggio Ambrosiano)
che interessano gli edifici scolastici, nei quali si interviene piu'per
emergenza che per svolgere manutenzione, dimostrando scarsa attenzione
verso le insegnanti che hanno il diritto di lavorare nelle condizioni
idonee e dei cittadini che mandano i figli a Scuola.
Apprendiamo
dalla pubblica delibera della Variante R3 che in certi casi di diritti
(diritti edificabili) il comune e'largo di manica con alcuni.
Nello stesso tempo, i bambini e le insegnanti di Paderno hanno sempre meno diritto all'istruzione ed a una Scuola sicura.
9 Novembre 2017 Csp Paderno Dugnano
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venerdì 10 novembre 2017
mercoledì 8 novembre 2017
SINISTRA CHE NON E' SINISTRA
Il comunicato di Maurizio Acerbo non lascia dubbi sulla posizione di "sinistra" del PRC, la certezza è sempre quella di voler costruire un'alternativa credibile soprattutto atta a ricolmare il vuoto delle catastrofiche politiche odierne che invece si riproporrebbero con gli stessi personaggi che oggi danzano sempre attorno allo stesso fuoco. Una posizione che condividiamo ampiamente e che supportiamo assieme al nostro segretario.
Sinistra: non consegnamo il Brancaccio a D’Alema e Bersani
Il documento condiviso da MDP, Possibile e SI non ci pare prefigurare quella sinistra nuova e radicale che si era auspicata nelle assemblee del Brancaccio.
Non lo è sul piano programmatico, non lo è sul piano del profilo politico e nemmeno su quello del rinnovamento.
Non c’è tra gli obiettivi nemmeno l’abolizione della legge Fornero!
Non c’è scritto che non ci saranno alleanze col Pd dopo le elezioni.
Non c’era bisogno di scomodare migliaia di persone in decine e decine di assemblee per fare una lista tra MDP, possibile e Si.
Per quanto riguarda Rifondazione Comunista non vi sono nel documento che circola condizioni per una nostra convergenza. Se volevamo contrattare qualche seggio in una lista con la vecchia leadership del centrosinistra telefonavamo a D’Alema e Bersani. Non siamo parlamentari ossessionati dalla rielezione e abbiamo la consapevolezza che senza rottura con un fallimentare passato di pseudoriforme antipopolari e comportamenti cinici non si ricostruisce una sinistra popolare.
Ci interessa un processo che motivi all’impegno e al voto i tanti elettori di sinistra che si sono rivolti al M5S o verso l’astensionismo.
Consegnare il Brancaccio a Bersani e D’Alema non ne riconquisterà nemmeno uno ma di certo fara’ allontanare proprio quel poco di sinistra sociale che in questi anni ha contrastato il neoliberismo e difeso diritti e beni comuni.
Confidiamo che dall’assemblea nazionale del Brancaccio del 18 novembre emergano contenuti e regole all’altezza degli obiettivi che ci si era dati: chi ha governato negli ultimi 25 anni faccia un passo indietro, il programma sia di radicale rottura col neoliberismo a partire dalla cancellazione dello stillicidio di leggi che hanno distrutto i diritti di chi lavora e dalla disobbedienza ai trattati europei che contrastano con la nostra Costituzione.
Sinistra: non consegnamo il Brancaccio a D’Alema e Bersani
Il documento condiviso da MDP, Possibile e SI non ci pare prefigurare quella sinistra nuova e radicale che si era auspicata nelle assemblee del Brancaccio.
Non lo è sul piano programmatico, non lo è sul piano del profilo politico e nemmeno su quello del rinnovamento.
Non c’è tra gli obiettivi nemmeno l’abolizione della legge Fornero!
Non c’è scritto che non ci saranno alleanze col Pd dopo le elezioni.
Non c’era bisogno di scomodare migliaia di persone in decine e decine di assemblee per fare una lista tra MDP, possibile e Si.
Per quanto riguarda Rifondazione Comunista non vi sono nel documento che circola condizioni per una nostra convergenza. Se volevamo contrattare qualche seggio in una lista con la vecchia leadership del centrosinistra telefonavamo a D’Alema e Bersani. Non siamo parlamentari ossessionati dalla rielezione e abbiamo la consapevolezza che senza rottura con un fallimentare passato di pseudoriforme antipopolari e comportamenti cinici non si ricostruisce una sinistra popolare.
Ci interessa un processo che motivi all’impegno e al voto i tanti elettori di sinistra che si sono rivolti al M5S o verso l’astensionismo.
Consegnare il Brancaccio a Bersani e D’Alema non ne riconquisterà nemmeno uno ma di certo fara’ allontanare proprio quel poco di sinistra sociale che in questi anni ha contrastato il neoliberismo e difeso diritti e beni comuni.
Confidiamo che dall’assemblea nazionale del Brancaccio del 18 novembre emergano contenuti e regole all’altezza degli obiettivi che ci si era dati: chi ha governato negli ultimi 25 anni faccia un passo indietro, il programma sia di radicale rottura col neoliberismo a partire dalla cancellazione dello stillicidio di leggi che hanno distrutto i diritti di chi lavora e dalla disobbedienza ai trattati europei che contrastano con la nostra Costituzione.
martedì 7 novembre 2017
CENTO ANNI MILLE SOGNI
CENTO ANNI - MILLE SOGNI
La splendida locandina dei compagni di Sora(Fr) che pubblichiamo volentieri in questa giornata importante.
7 novembre 2017 - 7 novembre 2017
Compagni soldati dell'Armata Rossa! I capitalisti inglesi, americani e
francesi sono in guerra contro la Russia. Essi si stanno vendicando sui
lavoratori sovietici, i contadini e la Repubblica per aver rovesciato il
potere dei latifondisti e dei capitalisti e quindi aver dato il buon
esempio a tutte le nazioni del globo.
I capitalisti inglesi,
francesi e americani stanno aiutando con soldi e munizioni i proprietari
terrieri russi, che stanno portando le truppe dalla Siberia, il Don e
del Caucaso del Nord contro il potere sovietico allo scopo di
ripristinare la regola dello zar e il potere dei proprietari terrieri e
dei capitalisti. No, questo non accadrà! L'Armata Rossa ha chiuso i suoi
ranghi, è salita e ha guidato le truppe dei proprietari, le armate
bianche e gli ufficiali nel Volga, ha ripreso Riga e quasi tutta
l'Ucraina, ed è in marcia verso Odessa e Rostov. Un po' più di sforzo, pochi mesi ancora per sconfiggere il nemico, e la vittoria sarà nostra. L'Armata Rossa è forte perché è consapevole e marcia unita nella battaglia per la terra ai contadini, per la regola degli operai e dei contadini, per il potere sovietico. L'Armata Rossa è invincibile perché ha unito milioni di contadini che lavorano con i lavoratori, che hanno ormai imparato a combattere, che hanno acquisito una disciplina cameratesca, che non si perdono d'animo, che si armò di leggero ma dopo cambiò, e stanno sempre più audacemente marciando contro il nemico, convinti che sarà presto sconfitto.
Compagni soldati dell'Armata Rossa! L'alleanza degli operai e dei contadini dell'Armata Rossa è ferma, chiusa e insolubile. I kulaki, i contadini ricchi, stanno cercando di fomentare la rivolta contro il potere sovietico, ma costituiscono una minoranza insignificante. Raramente riescono a ingannare i contadini, e quindi non continuerà così per molto tempo. I contadini sanno che solo in alleanza con i lavoratori possono sconfiggere i proprietari terrieri.
A volte, nei distretti rurali di persone certuni si definiscono comunisti, ma sono in realtà i peggiori nemici delle persone che lavorano, prepotenti che si appendono alle autorità di perseguimento dei propri scopi egoistici, e che ricorrono alla menzogna, commettono atti di ingiustizia e il male al centro contadino. I lavoratori del governo dei contadini sono fermamente decisi a combattere contro queste persone e chiaramente fuori della campagna.
I contadini di mezzo non sono nemici, ma amici dei lavoratori, gli amici del potere sovietico. La classe di lavoratori coscienti e il genuino popolo sovietico trattano i contadini d'Oriente come compagni. I contadini di mezzo non sfruttano il lavoro degli altri, non si arricchiscono a spese di altre persone, come fanno i kulaki, i contadini di mezzo lavorano per sé stessi, vivono con il loro lavoro. Il governo sovietico schiaccerà i kulaki, saranno messi fuori dei villaggi coloro che trattano i contadini di mezzo ingiustamente e, qualunque cosa accada, proseguirà la politica di alleanza tra i lavoratori e tutti i contadini di lavoro - sia poveri e medi contadini.
Questa alleanza è in crescita in tutto il mondo. La rivoluzione è vicina, è ovunque maturata. Pochi giorni fa è stata vittoriosa in Ungheria. In Ungheria, il potere sovietico, il governo dei lavoratori, è stato stabilito. Questo è ciò che tutte le nazioni sapranno inevitabilmente fare.
Compagni soldati dell'Armata Rossa! Siate fedeli, fermi e uniti. Marciate coraggiosamente in avanti contro il nemico. La vittoria sarà nostra. Il potere dei proprietari terrieri e dei capitalisti, infranto in Russia, sarà sconfitto in tutto il mondo.
Discorso di Lenin all'Armata Rossa
Rifondazione Comunista in Russia per il centenario della rivoluzione d'ottobre
Maurizio Acerbo, segretario nazionale e Marco Consolo, responsabile Esteri di Rifondazione Comunista – Sinistra Europea, stanno partecipando in Russia alle celebrazioni per il centenario della Rivoluzione d’Ottobre su invito del Partito Comunista della Federazione Russa. Oggi e domani partecipano a una conferenza internazionale a San Pietroburgo e nei prossimi giorni saranno alle celebrazioni a Mosca.
“Nè i crimini di Stalin nè il collasso dei regimi del socialismo reale e la disintegrazione dell’URSS cancellano il valore storico della Rivoluzione del 1917 – dichiara Maurizio Acerbo – . Da comunisti democratici e libertari non possiamo che rendere omaggio alle donne e agli uomini che furono protagonisti di un evento e di un processo rivoluzionario che fecero tremare le classi dominanti e ispirarono la lotta di liberazione di milioni di oppressi in tutto il mondo costringendo le classi dirigenti capitalistiche a subire lo sviluppo della democrazia, dello stato sociale, il riconoscimento dei diritti delle lavoratrici e dei lavoratori. E come dimenticare che diede il via alle lotte che posero fine al colonialismo e resero inaccettabile il razzismo? Come non rendere omaggio a una rivoluzione che sancì l‘eguaglianza tra i sessi, mise in discussione la sottomissione delle donne, legalizzò il divorzio e l‘aborto, abolì le leggi contro gli omosessuali, le discriminazioni contro ebrei e minoranze nazionali, dette la cittadinanza a tutti i lavoratori stranieri?
Nel celebrare l’Ottobre non rimuoviamo le tragedie e le contraddizioni che hanno segnato quell‘esperienza e il carattere autoritario dei regimi che scaturirono da quell‘evento. Ma non dimentichiamo le terribili condizioni storiche in cui si sviluppò quel coraggioso esperimento rivoluzionario e i comunisti che furono sterminati durante il periodo staliniano. Di fronte all‘orrenda carneficina che aveva causato 16 milioni di morti nella prima guerra mondiale Lenin e i suoi compagni guidarono un‘insurrezione vittoriosa e un rivolgimento sociale senza precedenti. L‘ordine sociale capitalista, imperialista, militarista, oscurantista, patriarcale, colonialista e razzista che i bolscevichi sfidarono era responsabile di crimini, miserie e ingiustizie disumane che nessun Libro Nero ricorda ed elenca.
Contro un senso comune reazionario che vuole imporre un capitalismo neoliberista e predatorio come unico mondo possibile difendiamo la grandezza di una rivoluzione che intendeva porre fine a guerra, miseria e sfruttamento”.
Nel celebrare l’Ottobre non rimuoviamo le tragedie e le contraddizioni che hanno segnato quell‘esperienza e il carattere autoritario dei regimi che scaturirono da quell‘evento. Ma non dimentichiamo le terribili condizioni storiche in cui si sviluppò quel coraggioso esperimento rivoluzionario e i comunisti che furono sterminati durante il periodo staliniano. Di fronte all‘orrenda carneficina che aveva causato 16 milioni di morti nella prima guerra mondiale Lenin e i suoi compagni guidarono un‘insurrezione vittoriosa e un rivolgimento sociale senza precedenti. L‘ordine sociale capitalista, imperialista, militarista, oscurantista, patriarcale, colonialista e razzista che i bolscevichi sfidarono era responsabile di crimini, miserie e ingiustizie disumane che nessun Libro Nero ricorda ed elenca.
Contro un senso comune reazionario che vuole imporre un capitalismo neoliberista e predatorio come unico mondo possibile difendiamo la grandezza di una rivoluzione che intendeva porre fine a guerra, miseria e sfruttamento”.
sabato 4 novembre 2017
7° ANNIVERSARIO TRAGEDIA EURECO
Il 4 novembre di sette anni fa , nel terribile incendio dell' Eureco di Paderno Dugnano perdevano la vita Harun Zeqiri, Leonard Shehu, Salvatore Catalano e Sergio Scapolan.
Una strage annunciata, perchè in quell'azienda si smaltivano e si miscelavano i rifiuti in modo totalmente illegale.
Il titolare Giovanni Merlino è stato condannato per pluriomicidio colposo ma farà soltanto 5 anni di galera nonostante abbia sulla coscienza la morte di 4 persone.
Gli ex lavoratori ed i famigliari delle Vittime sono a tutt'oggi senza reddito e la maggior parte non è stata ancora risarcita.
Merlino ha inoltre venduto l'Eureco ed una "nuova" azienda denominata "Nuova Tecnologia e ambiente" chiede a Città Metropolitana milanese le autorizzazioni per la stessa identica attività, e cioè lo smaltimento di rifiuti pericolosi.
Città Metropolitana concede tutte le autorizzazioni nonostante le proteste del Comitato a Sostegno dei Famigliari delle Vittime e dei Lavoratori Eureco , dei cittadini e delle forze politiche padernesi tra cui il nostro circolo.
L'Amministrazione Comunale inoltre, in rappresentanza di tutta la cittadinanza , con l'apporto fondamentale dell' associazione Medicina Democratica che ha fornito l'aiuto tecnico, l'anno scorso ha fatto ricorso al Tar contro le autorizzazioni di Città Metropolitana, e la sentenza, emessa nel mese di agosto le ha bloccate. A tutt'oggi non vi è attività produttiva nell'azienda .
Non ci si ferma davanti a nulla, non c'è nessun rispetto della dignità umana nelle decisioni di questa politica volta a tutelare soltanto il profitto, il mercato, gli interessi economici.
Si passa sopra al sangue di 4 lavoratori con un colpo di spugna .. e via, si ricomincia come se non fosse successo nulla.
Noi vigileremo, insieme al Comitato, alle associazioni e ai cittadini che credono che ancora sia possibile una società migliore dove il "mercato" sia al servizio dell'uomo e non viceversa.
lunedì 30 ottobre 2017
FIRMA DAY RISPOSTA CONCRETA ALLA CEMENTIFICAZIONE DEL PARCO
Se stiamo valutando lo spostamento di diritti (perché di
diritti si parla) edificatori da un’area verde della città ad
un’altra, lo stiamo facendo per realizzare (finalmente!) il
parco del Seveso e per evitare la costruzione di cinquanta
appartamenti a pochi metri dal fiume dove invece si potra'
realizzare un nuovo parco, in una zona centrale della città
(via Roma) vicina alle scuole, alla stazione e alla chiesa. Cosa
sacrifichiamo per fare questo? Una porzione pubblica di
area verde lungo via Dalla Chiesa (senza toccare il parco di
via Gorizia) che domani potrà essere connessa, in termini
di servizi e reti, alla riqualificazione e trasformazione di
un’area da tempo dismessa (ex Scaltrini).
Come sempre, ci confrontiamo sulle idee che ci
accompagnano verso il futuro e lo facciamo prendendo
in considerazione i costi e i benefici della collettività e
non del singolo. Lo facciamo con la mente libera da certa
politica che sa solo criticare e pensa solo alla propria
visibilità, contro tutto e tutti. Amministriamo facendo del
nostro meglio, con in testa e nel cuore solo una Paderno
Dugnano più bella.
Marco Alparone da La Calderina
Le parole del sindaco apparse su l'ultimo numero de La Calderina trovano poco riscontro con quanto è accaduto durante il FIRMA DAY del 28 ottobre voluto dal Comitato Cittadino de Salviamo il Parco di Via Gorizia ,sostenuto da numerose associazioni e forze politiche.
Lunghe code davanti alle dieci postazioni istituite nei vari quartieri si sono verificate anche durante la mattinata del 29 ottobre.
Un parco è un bene pubblico a cui la cittadinanza difficilmente rinuncia ed il risultato , della massiccia mobilitazione che proseguirà senza sosta ne è la riprova , infatti sarà possibile firmare in data 2 novembre 2017 c/o Legambiente semiterrato scuola media S. Allende dalle ore 21.00 alle ore 23.00
Cedere la strada agli alberi ha un enorme significato soprattutto per una città soffocata non solo dal cemento ma anche dalle numerose corsie autostradali che ne hanno violentato il territorio,rendendo l'aria irrespirabile. Chi ha a cuore il bene di Paderno D. ,ha a cuore il bene comune assieme alla capacità di ascolto dei cittadini stessi.
sabato 28 ottobre 2017
CENTENARIO RIVOLUZIONE D'OTTOBRE
Partiranno da fine mese a novembre inoltrato le numerose iniziative che ricorderanno il centenario della rivoluzione d'ottobre. Un momento non solo costituito da ricordi passati ma anche da
una riflessione su cio' che siamo oggi, dopo tutto quello che ne è conseguito da quel lontano 1917.
In particolar modo, i circoli milanesi e della provincia saranno coinvolti per un'irrinunciabile appuntamento dove il dibattito ed il confronto otterranno ampi spazi.
In questi giorni il blog quipadernodugnano ha pubblicato la riflessione del sen.Mario Tronti, noi riprendiamo il post della compagna russa Galia mentre come circolo saremo presenti il giorno 6 novembre 2017 ore 20.00 a S.Giuliano M.se- Circolo PRC Lenin ed il giorno 10 novembre 2017 ore 20.00 al Circulin di Arluno assieme a tutta la federazione PRC di Milano.
Noi vogliamo trasformare il mondo. Vogliamo mettere fine alla guerra imperialista mondiale, nella quale sono coinvolte centinaia di milioni di uomini ed alla quale non si potrà mettere fine con una pace davvero democratica senza la più grandiosa rivoluzione che la storia dell'umanità conosce: la rivoluzione proletaria." (V.I. Lenin, aprile 1917).
La Grande Rivoluzione d’Ottobre risvegliò l'entusiasmo e la speranza tra i proletari ed i lavoratori del mondo, e suscitò anche uno smisurato odio delle classi capitaliste, della reazione, contro il partito bolscevico ed i suoi prestigiosi dirigenti. Fu una rivoluzione senza precedenti nella storia dell'umanità, una rivoluzione che "sconvolse il mondo”.
In Russia, la rivoluzione portò a termine la creazione non solo di uno Stato e di un governo differenti, ma anche di un'autentica civiltà, una forma di vita superiore (la socializzazione e collettivizzazione), un'organizzazione nazionale basata sull'uguaglianza e la libertà dei popoli, ed una fioritura culturale e scientifica che sbalordì il mondo.
L'URSS fu per decenni un fattore decisivo nella storia umana; riuscì a consolidare una ferra unità popolare che le permise di superare con successo le dure prove che dovette affrontare: la guerra civile, l'intervento imperialista, la collettivizzazione e l’industrializzazione, la guerra di sterminio e d’invasione perpetrata dalle orde hitleriane istigate dalle cosiddette democrazie occidentali; la spettacolare ricostruzione del paese nel del paese nel dopoguerra, ecc.
Tra le molte esperienze e lezioni che ci offre la Rivoluzione d’Ottobre, dell'attività del primo Stato socialista della Storia, c’è la messa in pratica dell'internazionalismo proletario, sintetizzato nella famosa e risoluta parola d’ordine formulata nel Manifesto del Partito Comunista: "Proletari di tutti i paesi, unitevi!". Internazionalismo attivo, non parola vuota come quella dei socialdemocratici e di altri. Il Potere sovietico l'applicò in Russia in forma chiara e convincente, fece dell'impero zarista un'unione di Repubbliche con l'adesione volontaria dei popoli delle sue numerose nazionalità.
La stessa URSS ricevette quell’Internazionalismo nella sua lotta contro la coalizione imperialista, collegata coi kerenskisti, che nei primi mesi della Rivoluzione pretesero di soffocarla scatenando una crudele guerra civile. I marinai della flotta francese del Mar Nero che, sotto la guida del comunista Marty, si rifiutarono di attaccare l'URSS, sono una dimostrazione di tale internazionalismo il quale, come indica il suo nome unito alla parola proletario, deve regolare le relazioni tra i partiti fratelli, su un piano di uguaglianza, tenendo in conto lo sviluppo ineguale, tanto nelle questioni organizzative che in quelle politiche.
L'internazionalismo ha non solo manifestazioni congiunturali più o menograndiose, come furono per esempio le Brigate Internazionali nella lotta contro il nazifascismo in Spagna, ma deve anche avere forme organizzative. Così lo intesero Marx, Engels, Lenin, Stalin e tutti i grandi rivoluzionari. A seguito alla Rivoluzione di Ottobre, Lenin ed i bolscevici organizzarono la III Internazionale, nella quale, tra le altre responsabilità, si stabilì la formazione di partiti bolscevichi, marxisti-leninisti diremmo oggi, in tutti i paesi.
una riflessione su cio' che siamo oggi, dopo tutto quello che ne è conseguito da quel lontano 1917.
In particolar modo, i circoli milanesi e della provincia saranno coinvolti per un'irrinunciabile appuntamento dove il dibattito ed il confronto otterranno ampi spazi.
In questi giorni il blog quipadernodugnano ha pubblicato la riflessione del sen.Mario Tronti, noi riprendiamo il post della compagna russa Galia mentre come circolo saremo presenti il giorno 6 novembre 2017 ore 20.00 a S.Giuliano M.se- Circolo PRC Lenin ed il giorno 10 novembre 2017 ore 20.00 al Circulin di Arluno assieme a tutta la federazione PRC di Milano.
Noi vogliamo trasformare il mondo. Vogliamo mettere fine alla guerra imperialista mondiale, nella quale sono coinvolte centinaia di milioni di uomini ed alla quale non si potrà mettere fine con una pace davvero democratica senza la più grandiosa rivoluzione che la storia dell'umanità conosce: la rivoluzione proletaria." (V.I. Lenin, aprile 1917).
La Grande Rivoluzione d’Ottobre risvegliò l'entusiasmo e la speranza tra i proletari ed i lavoratori del mondo, e suscitò anche uno smisurato odio delle classi capitaliste, della reazione, contro il partito bolscevico ed i suoi prestigiosi dirigenti. Fu una rivoluzione senza precedenti nella storia dell'umanità, una rivoluzione che "sconvolse il mondo”.
In Russia, la rivoluzione portò a termine la creazione non solo di uno Stato e di un governo differenti, ma anche di un'autentica civiltà, una forma di vita superiore (la socializzazione e collettivizzazione), un'organizzazione nazionale basata sull'uguaglianza e la libertà dei popoli, ed una fioritura culturale e scientifica che sbalordì il mondo.
L'URSS fu per decenni un fattore decisivo nella storia umana; riuscì a consolidare una ferra unità popolare che le permise di superare con successo le dure prove che dovette affrontare: la guerra civile, l'intervento imperialista, la collettivizzazione e l’industrializzazione, la guerra di sterminio e d’invasione perpetrata dalle orde hitleriane istigate dalle cosiddette democrazie occidentali; la spettacolare ricostruzione del paese nel del paese nel dopoguerra, ecc.
Tra le molte esperienze e lezioni che ci offre la Rivoluzione d’Ottobre, dell'attività del primo Stato socialista della Storia, c’è la messa in pratica dell'internazionalismo proletario, sintetizzato nella famosa e risoluta parola d’ordine formulata nel Manifesto del Partito Comunista: "Proletari di tutti i paesi, unitevi!". Internazionalismo attivo, non parola vuota come quella dei socialdemocratici e di altri. Il Potere sovietico l'applicò in Russia in forma chiara e convincente, fece dell'impero zarista un'unione di Repubbliche con l'adesione volontaria dei popoli delle sue numerose nazionalità.
La stessa URSS ricevette quell’Internazionalismo nella sua lotta contro la coalizione imperialista, collegata coi kerenskisti, che nei primi mesi della Rivoluzione pretesero di soffocarla scatenando una crudele guerra civile. I marinai della flotta francese del Mar Nero che, sotto la guida del comunista Marty, si rifiutarono di attaccare l'URSS, sono una dimostrazione di tale internazionalismo il quale, come indica il suo nome unito alla parola proletario, deve regolare le relazioni tra i partiti fratelli, su un piano di uguaglianza, tenendo in conto lo sviluppo ineguale, tanto nelle questioni organizzative che in quelle politiche.
L'internazionalismo ha non solo manifestazioni congiunturali più o menograndiose, come furono per esempio le Brigate Internazionali nella lotta contro il nazifascismo in Spagna, ma deve anche avere forme organizzative. Così lo intesero Marx, Engels, Lenin, Stalin e tutti i grandi rivoluzionari. A seguito alla Rivoluzione di Ottobre, Lenin ed i bolscevici organizzarono la III Internazionale, nella quale, tra le altre responsabilità, si stabilì la formazione di partiti bolscevichi, marxisti-leninisti diremmo oggi, in tutti i paesi.
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